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L’ex allenatore del Bari, Nunzio Zavettieri ai nostri microfoni

Abbiamo intervistato l’ex allenatore di Bari, Juve Stabia, Catanzaro e Bisceglie, Nunzio Zavettieri. Di seguito le nostre personalissime domande.

Perchè la stagione trascorsa a Bari è stata incredibile, parlo del campionato 2013/14?

E’ stata una stagione travagliata, io allenavo la Primavera e ad un certo punto Gautieri decise di non far più parte del progetto, e ci ritrovammo sulla panchina. Il Ds Angelozzi mi mise a fare il vice, la situazione societaria era difficile e partimmo  tra mille difficoltà. Avevo una squadra giovanissima, all’inizio non avevamo continuità, c’erano molti esordienti per il campionato di B, avevamo 4 nazionali under 21 e non avevamo  sopratutto i ricambi. Quando mancava Sabelli per noi era un grosso problema.Abbiamo arrangiato la squadra fino a Dicembre, poi Angelozzi fece un’ottima campagna acquisti invernale, abbiamo coperto i ruoli e poi con il fallimento della società, Matarrese andò via ed i tifosi tornarono allo stadio. Mi ricordo la partita contro l’Avellino c’erano circa 15000 persone, iniziammo con allo stadio circa 1000 presenti ed abbiamo finito con 60000. Da Avellino partì la nostra rincora che poi fu vanificata nella semifinale contro il Latina, il doppio pareggio ci penalizzò. Il rammarico è tanto, non arrivammo a quella partita nelle migliori condizioni, avevamo squalificati ed infortunati, ma i ragazzi furono eccezionali.

Ci parli di Cani, ragazzo anche sfortunato nella sua seconda stagione a Pisa.

Lui è  stato determinante per noi, ha fatto un girone di ritorno eccezionale, nei momenti di difficoltà ha fatto dei gol determinanti. Da un punto di vista tecnico tattico sarebbe potuto andare in Serie A, purtroppo anche mentalmente doveva chiedere qualcosa di più a se stesso.

Come si è trovato a Castellammare?

Per me è stata una  esperienza importante , sono stato accolto bene, abbiamo fatto molto bene fino a quella maledetta  partita contro l’Ischia dove pareggiammo 5-5, li qualcosa si sgretolò. Una piazza come  Castellammare ha ben altre aspirazioni, per fortuna dopo qualche stagione ha riconquistato la serie B. Io sono arrivato  sulla panchina e la squadra era penultima, abbiamo fatto 12 risultati utili consecutivi, poi nel finale siamo purtroppo calati.

Lei ha allenato Lisi, che cosa ne pensa della sua ascesa?

Francesco è un giocatore per me molto forte, l’ho voluto portare a Castellammare,. E’ un giocatore qualitativo, è bravo sia come calciatore che come ragazzo.

La posizione di Lisi è cambiata, lo vede meglio esterno alto o basso?

Francesco ha le capacità per fare tutto, lui ha bisogno di campo e li diventa devastante , probabilmente giocando dalla metà campo in su può risultare più determinante

Come si è trovato in Lettonia?

Mi sono trovato bene anche se ha Febbraio visto la situazione generale ho preferito rescindere il contratto e tornare in Italia per stare accanto a mia madre. Ho allenato dieci anni fa il Ventspils, un pò come la Juventus in Italia, abbiamo disputato ‘Europa League e abbiamo fatto due secondi posti in campionato e vinto la Baltic League. L’ultima stagione ero alla Jurmala, un progetto con i giovani, tra l’altro Charpenier è venuto a giocare all’Avellino in questa stagione.

La prossima stagione la rivedremo su una panchina italiana.

Penso di si, anche se con i problemi legati al Covid19 in questo momento non ho avuto contatti.

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