La vita sregolata, racchiusa nella sua celebre e amara auto-citazione – “Ho speso un sacco di soldi per donne, alcool e macchine veloci. Il resto li ho sperperati” – è il cuore pulsante di “Best”, il film del 2000 diretto da Mary McGuckian e interpretato da John Lynch.
La pellicola è il ritratto drammatico del leggendario calciatore nordirlandese George Best, un talento purissimo travolto dalla fama e dal denaro.
La notorietà catapultò il giovane George Best in una spirale autodistruttiva: abuso di alcol, notti folli e gioco d’azzardo. Questa condotta sregolata iniziò rapidamente a minare i suoi rapporti sociali e la sua carriera con il Manchester United.
Nonostante i successi sul campo, la società e il nuovo allenatore, Tommy Docherty, tolleravano sempre meno il suo stile di vita fuori controllo. I tentativi dei vecchi compagni di squadra e del mentore Sir Matt Busby di riportarlo sulla retta via risultarono vani.
Best si lasciò sopraffare completamente dalla dipendenza, un calvario che portò al doloroso addio al Manchester United. Seguì un periodo di girovagare in diverse squadre sparse per tre continenti (Europa, Stati Uniti e Australia), un tentativo disperato di ritrovare sé stesso che non riuscì a gestire la sua dipendenza.
Il dramma culminò con l’arresto per guida in stato di ebbrezza e la successiva condanna a quattro mesi di prigione, suggellando la caduta di uno dei più grandi talenti che il calcio abbia mai conosciuto.


