Joe Jordan, l’attaccante scozzese noto come “Lo Squalo” per la sua grinta e i denti mancanti, ha lasciato un segno importante nel calcio europeo. La sua carriera è legata a club di primo piano, in particolare il Manchester United e il Milan, il “Diavolo Rossonero”.
Jordan si mise in mostra nel Leeds United all’inizio della sua carriera, dove ottenne i suoi maggiori successi in termini di trofei. In seguito, vestì la prestigiosa maglia del Manchester United.
Nel 1981 arrivò in Italia, acquistato dal Milan, che era appena tornato in Serie A dopo una retrocessione dovuta al calcioscommesse. La sua esperienza in rossonero fu sfortunata:
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1981-1982 (Serie A): Jordan collezionò 22 presenze e segnò solo 2 reti. Un contributo modesto che non impedì al Milan di subire una clamorosa e inaspettata seconda retrocessione della sua storia.
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1982-1983 (Serie B): Nonostante la delusione, rimase al Milan e contribuì alla vittoria del campionato di Serie B, riportando subito i rossoneri nella massima serie.
L’avventura italiana di Jordan continuò anche con l’Hellas Verona. Chiuse poi la sua carriera in Inghilterra con Southampton e Bristol City.
Curiosità: È singolare come, pur avendo giocato in due top team mondiali come Milan e Manchester United, Jordan non abbia vinto trofei di rilievo con queste maglie, a differenza dei titoli conquistati con il Leeds United.
La Carriera in Panchina e il Famoso Scontro
Dopo il ritiro, Jordan è diventato allenatore, ricoprendo spesso e per lungo tempo il ruolo di vice-allenatore.
È proprio in questa veste che è tornato alla ribalta per le nuove generazioni, a causa di un episodio di amarcord molto acceso: il famoso alterco a bordo campo con Gennaro Gattuso durante una partita di Champions League tra Tottenham Hotspur (di cui Jordan era vice-allenatore) e Milan a San Siro, nella stagione 2010-2011.
Joe Jordan resta una figura emblematica degli “anni ’80” del calcio italiano, un esempio di grinta scozzese che ha attraversato diverse epoche del gioco.


