Juve Stabia le vespe di Ignazio Abate pareggiano a Cesena. Come colonna sonora di questo racconto abbiamo scelto una famosa canzone di Gino Paoli ossia “Sapore di Sale” perchè dopo il vantaggio a firma di Bellich e la seconda parte di gara giocata con l’uomo in più si è pregustata la classica bocca dolce per il bottino pieno ma non è stato cosi. “Un gusto un po’ amaro ,di cose perdute, di cose lasciate” ma alla fine il punto del “Manuzzi” può essere accolto lo stesso con gioia e soddisfazione:
Quello andato in scena tra Juve Stabia e Cesena non è stato solo un match di calcio, ma un vero e proprio ottovolante di emozioni, decisioni arbitrali discusse e prodezze individuali. Un pareggio per 1-1 che lascia in bocca un sapore agrodolce o se preferite il “Sapore di Sale” a entrambe le formazioni, figlie di una partita vissuta sul filo del rasoio.
L’avvio è di marca campana, con la Juve Stabia che sblocca il match al 29′. È Bellich a svettare più in alto di tutti su un angolo pennellato da Maistro, infilando la palla in buca. Il Cesena, però, non resta a guardare. Dopo un paio di tentativi di uno Shpendi ispirato ma poco cinico sotto porta, i romagnoli trovano il pari al 41′ grazie a Bastoni, bravo a inserirsi con i tempi giusti su una sponda intelligente del solito Shpendi.
Il finale di tempo è un giallo: il Cesena ribalta tutto con Blesa, ma la gioia del sorpasso viene strozzata in gola dal VAR. Un fuorigioco millimetrico cancella il 2-1, mandando le squadre negli spogliatoi in perfetto equilibrio.La ripresa si apre con un ritmo forsennato. Il Cesena sfiora il colpaccio proprio con Bastoni, che impegna Confente e poi manca incredibilmente il tap-in vincente. Dal possibile trionfo al dramma sportivo il passo è breve: pochi istanti dopo, lo stesso Bastoni rimedia il secondo cartellino giallo per un contatto con Carissoni. Una decisione che lascerà strascichi nelle discussioni da moviola e che cambia radicalmente l’inerzia del match.
In inferiorità numerica, il Cesena deve ringraziare i riflessi di Klinsmann. Il portiere bianconero indossa il mantello da supereroe, blindando il risultato con parate decisive prima su Carissoni e poi su Leone. Dall’altra parte, la Juve Stabia di Abate prova a sfruttare la superiorità con gli ingressi di Burnete e Piscopo, ma senza trovare il guizzo letale.Il triplice fischio sancisce un pareggio che appare come il risultato più giusto per quanto visto in campo. Il Cesena dimostra carattere e solidità, mentre la Juve Stabia conferma di essere una squadra ostica, capace di soffrire e colpire.
Qui il tempo è dei giorni
Che passano pigri
E lasciano in bocca
Il gusto del sale


