La storia del calcio è fatta di incroci, di destini che si intrecciano e di figure che lasciano un’impronta indelebile in più piazze. In vista della sfida di Coppa Italia tra Juve Stabia e Lecce, emerge un dettaglio affascinante: ben quattro grandi allenatori hanno avuto il privilegio e l’onore di sedere su entrambe le panchine. Pietro Santin, Gianni Di Marzio, Piero Braglia e Pasquale Padalino sono i nomi che legano indissolubilmente il gialloblé delle Vespe e il giallorosso dei Salentini.
Negli anni Settanta, il legame tra le due squadre fu rafforzato da due figure di spicco: Pietro Santin e Gianni Di Marzio. Santin, un tecnico di grande esperienza che ha lasciando un ricordo indelebile. Pochi anni dopo, fu Di Marzio a sedersi sulla panchina delle Vespe, per poi passare al Lecce dove continuò a scrivere pagine importanti del suo percorso professionale. Due figure che hanno posto le basi per il calcio che oggi conosciamo, dimostrando intuito e una profonda conoscenza del gioco.
L’artefice della storica promozione in Serie B della Juve Stabia nel 2011 è senza dubbio Piero Braglia. Il tecnico toscano, con la sua grinta e il suo carisma, ha saputo creare un gruppo vincente, capace di imprese memorabili. Il suo percorso, però, non si è fermato a Castellammare di Stabia: qualche anno dopo, Braglia fu chiamato a guidare il Lecce.
Pasquale Padalino, ex difensore di Serie A, rappresenta il collegamento più recente tra le due squadre. Dopo aver allenato il Lecce nella stagione 2016-2017, Padalino ha guidato la Juve Stabia nella stagione 2020-2021, diventando un volto noto per entrambe le tifoserie. La sua storia, come quella degli altri tre, è la prova che il calcio ha un “filo rosso” invisibile che lega persone e luoghi, creando legami che vanno oltre ogni campanilismo.
La sfida di Coppa Italia, quindi, non sarà solo una partita, ma un tributo a queste figure leggendarie che hanno contribuito a scrivere la storia di due club gloriosi, legando in modo indissolubile il passato e il presente di Juve Stabia e Lecce.


