Il Tridente magico della Juve Stabia: Onorato, Lunerti e Musella, Un sogno Gialloblé dei primi anni ’90


In un’epoca in cui il calcio aveva un sapore più romantico e l’eroismo si misurava sul campo, la Juve Stabia dei primi anni ’90, sotto la lungimirante presidenza di Roberto Fiore, incantava i tifosi con uno dei tridenti d’attacco più letali e affascinanti della sua storia. Un mix perfetto di rapidità, fiuto del goal e pura genialità: Vincenzo Onorato, Giorgio Lunerti e Gaetano Musella.

Vincenzo Onorato era l’incarnazione della velocità di esecuzione. Le sue sgroppate palla al piede, i suoi dribbling ubriacanti e la sua capacità di arrivare sul fondo per servire assist o concludere a rete in un lampo, mettevano in costante apprensione le difese avversarie. Onorato non era solo un velocista, ma un giocatore intelligente, capace di leggere le situazioni e di trasformare ogni ripartenza in un’opportunità concreta. Il suo contributo era fondamentale per dare imprevedibilità e profondità al gioco offensivo delle Vespe.

Se Onorato apriva le brecce, era Giorgio Lunerti l’implacabile finalizzatore. Un vero e proprio centravanti vecchio stampo, Lunerti era l’uomo d’area di rigore per eccellenza. Il suo senso della posizione, la sua capacità di anticipare i difensori e la sua freddezza sotto porta lo rendevano un pericolo costante. Che fosse di testa, di piede, su tap-in o su cross, Lunerti era sempre lì, al posto giusto nel momento giusto, pronto a depositare il pallone in rete. I suoi gol pesanti erano spesso decisivi e rappresentavano la concretezza e l’efficacia di quel reparto avanzato.

Ma la vera scintilla, il tocco di classe, l’imprevedibilità pura, arrivava da Gaetano Musella. Soprannominato il “genio della lampada”, Musella era il fantasista per antonomasia, un numero 10 illuminante. Con una visione di gioco superiore, passaggi smarcanti che squarciavano le difese e una tecnica sopraffina, era lui a disegnare le trame offensive. Musella aveva la capacità di inventare dal nulla, di accendere la luce con una giocata inaspettata, un dribbling fulminante o un tiro a giro imparabile. La sua presenza in campo elevava il livello di tutta la squadra, rendendo il gioco della Juve Stabia affascinante e spesso irresistibile.

Questo tridente, orchestrato da un presidente come Roberto Fiore che credeva fortemente nella costruzione di una squadra ambiziosa, non solo garantiva spettacolo, ma anche risultati. Onorato, Lunerti e Musella rappresentano ancora oggi un ricordo indelebile e glorioso nella memoria dei tifosi gialloblé, simbolo di un’epoca in cui la Juve Stabia sognava in grande e faceva sognare con un calcio offensivo e di qualità.

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