Ivano Baldanzeddu ex calciatore delle vespe è il protagonista del nostro focus storico e ricco di amarcord:
Ricordi di un’era indimenticabile, quando un terzino instancabile correva sulla fascia, conquistando il cuore dei tifosi. Protagonista con la Juve Stabia di Piero Braglia, dal 2011 al 2013, ha lasciato un segno indelebile.
Ci sono giocatori che non passano, restano. E, a Castellammare di Stabia, il nome di questo terzino evoca ricordi di un calcio fatto di passione, grinta e sudore. Arrivato in un’estate che segnò l’inizio di un’epoca d’oro, si è subito imposto come l’eterno “motorino” della squadra di Piero Braglia.
Dal 2011 al 2013, ha difeso i colori gialloblu con un’intensità rara, diventando un punto fermo della formazione che riuscì a conquistare la salvezza in Serie B. La sua caratteristica principale? La spinta offensiva. Inarrestabile sulla fascia, era capace di macinare chilometri su chilometri, supportando l’attacco con cross precisi e giocate determinanti. Non era solo un difensore, ma un’arma aggiuntiva nell’arsenale di Braglia.
Ma oltre alle sue doti tecniche, era il suo attaccamento alla maglia a renderlo speciale. La sua abnegazione in campo, il suo non mollare mai, lo rendevano un idolo per i tifosi. Ogni sua discesa era un brivido, ogni suo recupero un sospiro di sollievo.
Oggi, a distanza di anni, il suo ricordo è ancora vivo. Le sue corse, i suoi tackle e la sua grande umiltà sono parte della memoria storica del tifo stabiese. Un terzino di grande spinta, che ha dimostrato che per restare nel cuore dei tifosi non servono trofei, ma solo tanto, tantissimo cuore.
Un pizzico della sua carriera
La carriera del calciatore inizia in Sardegna, nelle giovanili del Calangianus, prima di essere notato dall’Empoli. Dopo un prestito alla Massese in Serie C1, debutta in Serie A con l’Empoli, totalizzando due presenze.
Negli anni successivi, gioca in Serie B con l’Avellino e scende in Serie C1 con Ancona e Foligno. Nel 2009, con la Lucchese, ottiene la promozione in Prima Divisione.
Nell’estate del 2011, passa alla Juve Stabia dove disputa due stagioni da titolare in Serie B. Successivamente, si trasferisce al Verona e poi allo Spezia, dove rimane per una stagione.
La sua carriera subisce una battuta d’arresto nel 2014, quando, durante un prestito all’Entella, subisce un grave infortunio al ginocchio che lo tiene fuori per quasi un anno. Nonostante la riabilitazione, non riesce a giocare più, e il suo club retrocede.
Dopo aver rescisso il contratto con il Verona, firma per il Latina e in seguito si trasferisce al Venezia. La sua esperienza in Veneto si conclude con un prestito al Catania e, dopo la rescissione del contratto, con la firma per l’Arzachena.
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