Juve Stabia Ignazio Abate è l’uomo che attira tanta curiosità
L’aria frizzante delle montagne abruzzesi si è fatta subito elettrica a Castel di Sangro, sede del ritiro pre-campionato della squadra, per un evento che ha catalizzato l’attenzione di tifosi e addetti ai lavori: il quasi debutto in veste di allenatore di Ignazio Abate. Dopo due stagioni sotto la guida di Guido Pagliuca, l’attesa era palpabile per vedere l’ex colonna del Milan non più in calzoncini e scarpini, ma con fischietto e lavagnetta tattica in mano. E la curiosità è stata ampiamente ripagata.

Sin dal fischio d’inizio della sessione di allenamento, Abate ha mostrato di che pasta è fatto. L’immagine del terzino inarrestabile, abituato a macinare chilometri sulla fascia, si è trasformata in quella di un tecnico energico e coinvolgente. La sua presenza in mezzo al campo è stata tutt’altro che passiva: Ignazio Abate ha diretto l’allenamento con una grinta contagiosa, muovendosi costantemente, richiamando, incitando e correggendo ogni singolo movimento dei suoi uomini.I primi approcci alla metodologia Abate sono stati caratterizzati da un’intensità elevatissima. Esercizi a ritmi serrati, pressing alto e transizioni veloci sembrano essere i pilastri su cui l’ex rossonero intende costruire la sua squadra. Non sono mancati i richiami decisi, segno di un’attenzione maniacale al dettaglio e di una volontà ferrea di plasmare una squadra a sua immagine e somiglianza: determinata, aggressiva e mai doma.

Il pubblico presente, seppur non numerosissimo, ha seguito con interesse ogni fase della seduta, registrando con entusiasmo questa ventata di novità. L’impressione generale è che Ignazio Abate abbia tutte le intenzioni di imprimere un’impronta forte e decisa fin da subito. Dopo l’esperienza di Pagliuca, che pure ha lasciato un buon ricordo, l’era Abate si apre con premesse di grande intensità e la promessa di una squadra che farà della corsa e della determinazione le sue armi principali.Il ritiro di Castel di Sangro sarà fondamentale per plasmare il gruppo e assimilare le idee del nuovo tecnico. Ma la prima impressione, quella che conta, è stata decisamente positiva: Ignazio Abate è arrivato con la fame e la grinta di un giocatore, ma con la consapevolezza e la determinazione di un allenatore pronto a lasciare il segno.


