Juve Stabia – Venezia è finita nella cesta dei ricordi. La gara è terminata 0-0 ma sono tante le emozioni che ha regalato la serata dello “Stadio Romeo Menti” di Castellammare Di Stabia. Per questo lunedi abbiamo scelto come colonna sonora una meravigliosa canzone di Lucio Battisti. “Ancora tu”. Un riferimento non solo ad Andrea Adorante ma anche alle considerazioni di inizio stagione:
L’esordio casalingo della Juve Stabia si è concluso con un pareggio a reti inviolate contro il Venezia. Nonostante l’assenza di gol, il pubblico ha potuto assistere a una gara giocata su ritmi alti, con entrambe le squadre desiderose di conquistare i primi punti del campionato. La Juve Stabia ha mostrato grinta e organizzazione, creando diverse occasioni pericolose, soprattutto nel secondo tempo. La difesa del Venezia, tuttavia, si è dimostrata solida e ha sventato ogni minaccia, grazie anche a un’ottima prestazione del proprio portiere. Sicuramente Stankovic si è portato a casa la palma di migliore in campo.
Lo Stadio Menti, teatro di una serata vibrante, ha riservato un momento speciale e toccante per un suo vecchio beniamino. Tra le emozioni del primo match casalingo in Serie B, l’attenzione dei tifosi si è concentrata su un volto familiare: quello di Andrea Adorante. Il nuovo attaccante del Venezia ha ricambiato l’affetto del pubblico gialloblu e la Curva Sud ha intonato il vecchio coro “Ho visto Adorante” perchè le due stagioni vissute con Guido Pagliuca al timone delle vespe non si possono cancellare.
Alla Juve Stabia è mancato solo il goal, quella zampata che avrebbe fatto saltare il banco. Certo, il Venezia era ed è avversaio di livello importante ma la superiorità numerica per il rosso a Yeboah è stata una bella occasione per portare a casa l’intero bottino. I ragazzi di Ignazio Abate sono generosi come successo sia a Lecce che Chiavari ma in questo momento storico si notano anche le difficoltà a spingere il pallone in porta. Adesso arriverà la pausa e poi la Reggiana e proprio contro la squadra di Dionigi servirà ritrovare quel veleno nella coda negli ultimi venti metri.


