Se la Juve Stabia continua a correre e a lottare con il piglio della grande, gran parte del merito va a chi, negli ultimi sedici metri, ha imparato a non tremare mai. Nicola Mosti si conferma l’uomo del momento, il terminale offensivo capace di trasformare in oro i suggerimenti dei compagni e di griffare gol che pesano come macigni. Anche al “Mapei Stadium”, il centrocampista delle Vespe ha impiegato appena due minuti per timbrare il cartellino, ribadendo un concetto chiaro: quando la palla scotta, lui si fa trovare pronto.
La rete che ha sbloccato il match contro la Reggiana è un manifesto del suo repertorio. Mosti non è solo un finalizzatore, ma un calciatore capace di leggere lo spazio prima degli altri. Sulla splendida imbeccata di Maistro, il numero 98 stabiese si è avventato con la ferocia di un predatore e la grazia di un trequartista, battendo Seculin e regalando ai suoi un vantaggio che ha gelato il pubblico emiliano.Non è la prima volta che Mosti si carica la squadra sulle spalle nei momenti chiave. La sua capacità di incidere nei primi minuti di gara o nelle fasi di massima pressione avversaria sta diventando un fattore determinante per la stagione gialloblù.Oltre alla rete, la prova di Mosti a Reggio Emilia è stata fatta di tanto lavoro sporco. In una partita che si è fatta presto fisica e spigolosa, ha saputo far salire la squadra, dialogando con i centrocampisti e offrendo sempre una sponda sicura. È questa completezza a renderlo insostituibile nello scacchiere di Abate: un giocatore che unisce il “fiuto” per la porta a una generosità tattica non comune.
Se le Vespe sono tornate a casa con un punto prezioso, lo devono a quella zampata iniziale che ha dato fiducia a tutto il gruppo, confermando che, quando c’è da metterla dentro, il nome sul tabellino è quasi sempre lo stesso.


