Il calcio, si sa, è fatto di traiettorie che spesso tornano a incrociarsi. Quando il Südtirol varcherà i cancelli dello stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, ci sarà un uomo che, più di tutti, sentirà il peso dei ricordi e l’adrenalina della sfida: Alessandro Mallamo.
Per il centrocampista classe ’99, nato a Vizzolo Predabissi e svezzato dal florido vivaio dell’Atalanta, la trasferta campana non è una partita come le altre. È il ritorno in un luogo che ha segnato una tappa fondamentale, seppur amara, della sua maturazione calcistica.
Il passato alle falde del Faito
Correva la stagione 2019/2020 quando un giovanissimo Mallamo sbarcò alla Juve Stabia. Erano gli anni della Serie B, un’annata vissuta intensamente ma conclusasi con la dolorosa retrocessione delle Vespe. Nonostante l’esito negativo per il club, Mallamo lasciò intravedere quelle doti di duttilità e intelligenza tattica che lo avrebbero poi portato a trionfare a Bari e a stabilizzarsi in cadetteria.
Mallamo rappresenta il classico “coltellino svizzero” del centrocampo bolzanino. Capace di agire da mezzala di inserimento o di alzarsi sulla trequarti per legare il gioco, il numero 80 biancorosso sarà l’osservato speciale della mediana stabiese. La sua capacità di leggere gli spazi potrebbe essere la chiave per scardinare il fortino di Abate, lo stesso fortino che un tempo lo vedeva protagonista tra le fila dei padroni di casa.
Non ci sarà spazio per la nostalgia al fischio d’inizio. Mallamo cerca il riscatto personale in quello stadio dove ha sofferto per una categoria perduta, e lo farà con la maglia di un Südtirol che ha bisogno della sua visione di gioco per uscire indenne dalla tana delle Vespe.
Il pubblico del Menti, esigente ma sportivo, si troverà di fronte un ex che ha sempre onorato la maglia, ma che oggi rappresenta il pericolo numero uno. Sarà Mallamo contro il suo passato, in un duello che promette di essere una delle chiavi tattiche più interessanti del match.


