Ci sono pomeriggi in cui il risultato, per quanto rocambolesco, passa quasi in secondo piano rispetto alla narrazione di una rinascita. Il 3-3 tra Juve Stabia e Padova resterà negli annali come la partita delle rimonte e delle emozioni infinite, ma per il popolo gialloblù sarà per sempre la partita del ritorno di Alessandro Gabrielloni.L’attaccante, reduce da un calvario fisico che lo ha tenuto lontano dal campo per mesi, si è ripreso le chiavi dell’attacco e il cuore della sua gente con una prestazione da leader assoluto: un gol, un assist e una presenza scenica che ha cambiato il volto della squadra di Ignazio Abate.
Al minuto 27, il tempo si è fermato. Dopo essersi procurato con astuzia un calcio di rigore, Gabrielloni si è presentato sul dischetto. Non era solo un penalty, era l’appuntamento con il destino dopo il lungo infortunio. L’esecuzione è stata chirurgica, il boato del “Romeo Menti” una liberazione collettiva. Il numero 9 è tornato, e lo ha fatto nel momento del bisogno, sbloccando una sfida tesissima contro il Padova.Ma la prova di Gabrielloni non è stata solo una questione di cinismo. In apertura di ripresa, ha dimostrato di essere il vero baricentro della manovra. Al 49’, con una torre aerea imperiosa, ha servito a Kevin Zeroli il pallone del raddoppio. Un gesto tecnico che sintetizza la sua importanza: non solo un finalizzatore, ma un riferimento capace di far giocare bene i compagni e valorizzare i nuovi innesti di gennaio.Con il rientro di Gabrielloni, la Juve Stabia ha ritrovato quella profondità che era mancata nelle ultime uscite. La sua capacità di ripulire “palloni sporchi” e trasformarli in occasioni d’oro ha permesso a Burnete e Zeroli di agire negli spazi, creando un tridente che per lunghi tratti ha dominato la retroguardia veneta.


