Juve Stabia – Palermo 1-0 il racconto post gara di Gianfranco Piccirillo dell’Associazione Stabiamore
Lo Stabia sfodera una prestazione maiuscola contro la squadra sulla carta più forte del campionato, nonostante i problemi a cui è stata sottoposta la società, alla cui risoluzione si sta dedicando l’amministrazione scelta dall’autorità giudiziaria. Abate punta sul recupero di Gabrielloni in attacco, ma soprattutto sulla verve del giovane Cacciamani, che si rivela grande protagonista, mentre il suo collega ed ex compagno Inzaghi pure sceglie una formazione offensiva. Subito Mosti, confermatissimo assieme a Leone e Correia a centrocampo, impegna severamente il portiere rosanero Joronen dopo che nel pregara ci sono stati lunghi controlli ai tornelli da parte della nuova società scelta per garantire la sicurezza e un leggero ritardo in entrata nella curva della tifoseria organizzata. Ma la partita fa passare in secondo piano tutti i problemi fuori dal campo perché appare subito molto intensa, bella e giocata con determinazione da entrambe le squadre. Dagli sviluppi di un calcio Palumbo del Palermo serve Augello, che fa partire un tiro, che sfiora il palo alla sinistra di Confente e poi il capitano Italo brasiliano Brunori e Periozzi impensieriscono la difesa stabiese, anche per il tentativo successivo di risoluzione di Ranocchia. Lo Stabia risponde con una buona azione di Candellone per Correia, che viene anticipato dalla difesa del Palermo. L’arbitro deve tenere a bada le intemperanze delle due panchine, richiamando Inzaghi ed espellendo il direttore Lovisa, ma prende anche provvedimenti disciplinari in campo con l’ammonizione al capitano Brunori.
L’episodio più succulento per gli appassionati tifosi stabiesi, presenti in discreto numero sugli spalti, assieme ad una cinquantina di tifosi del Palermo, residenti fuori della provincia del capoluogo siciliano arriva quando Cacciamani dopo il passaggio di Correia, evita di lanciare Gabrielloni,che reclama il pallone, si libera splendidamente della marcatura di Pierozzi e poi supera Bani in un dribbling così bello e veloce da ricordare quelli di Paolo Di Canio, e riesce pure a scaricare una conclusione al fulmicotone, che si insacca sotto la traversa, dove Joronen non può arrivare. Subito dopo lo Stabia può anche raddoppiare con un’altra bella azione tra Cacciamani, Mosti e Carissoni, che calcia al volo, ma trova la respinta di Ceccaroni. Inzaghi nella ripresa prova a cambiare le carte in tavola, inserendo subito l’applaudito ex Peda al posto di Bani e poi sostituendo Brunori con Le Douaron e Palumbo con Vasic. Il Palermo prova ad attaccare, ma lo Stabia controlla benissimo la gara, inducendo Abate a tardare i cambi con Burnete al posto del rientrante Gabrielloni, mentre il Palermo sostituisce il polacco ex Sampdoria e Napoli Bereszynski con Il figlio del grande ex Giorgio Corona, Giacomo, anche lui attaccante.
Il Palermo si vede solo in occasione di calci piazzati con un paio di mischie in area e i tiri sbagliati di Augello su due punizioni dal limite. Addirittura Inzaghi inserisce un’altra punta, Diakitè, al posto di Pierozzi, mentre Abate sceglie di fare uscire il geometrico Leone, per dare più spazio al dinamismo di Pierobon in un convulso, finale dove comunque va più vicino lo Stabia al raddoppio, che il Palermo al pareggio. Infatti sugli sviluppi di un calcio d’angolo un colpo di testa di Giorgini di testa, finisce sulla traversa tra la disperazione del pubblico di casa, che sotto la pioggia avrebbe voluto godersi la festa della vittoria, senza aspettare la fine di un lungo recupero, nel quale alla ammonizione di Ranocchia si aggiunge anche la sua espulsione, per aver scalciato Burnete a terra, anche lui ammonito in precedenza, così come Candellone e Corona. Abate in superiorità numerica sostituisce il match winner Cacciamani e inserisce Baldi per difendere la preziosa vittoria, che considerando tutte le vicissitudini degli ultimi giorni ha un valore inestimabile per il raggiungimento della salvezza.


