Mario Di Capua, responsabile della comunicazione della Juve Stabia, ripercorre un anno indimenticabile, quello del campionato di Serie B. In questa intervista esclusiva per Pragma Magazine, Di Capua condivide l’emozione di un percorso straordinario, la gratitudine per la fiducia del Presidente Langella e la sua visione per una comunicazione che metta al centro la passione dei tifosi.
Oramai è un anno che dopo aver raccontato la Juve Stabia a livello giornalistico sei diventato il Responsabile della Comunicazione . Cosa ci puoi raccontare su questo primo anno in gialloblu?
-Il 25 luglio 2024 è un giorno che ho segnato nel mio cuore perché è stato quello in cui ho ricevuto la telefonata del Presidente Andrea Langella. Ci tengo a sottolineare che non mi sono proposto per questo incarico, ma sono stato scelto.
Nel corso degli anni, ho sempre avuto un ottimo rapporto con il Presidente, cercando di offrire a livello giornalistico molte informazioni e iniziative, come ad esempio le dirette delle amichevoli estive. Questa chiamata è stata una vera gioia e ho iniziato a lavorare fin da subito a questo progetto con grande entusiasmo. Non mi era mai capitato di ricevere una proposta del genere. In passato, ho avuto una breve parentesi nel marketing, grazie a Franco Giglio, nell’anno della C2.
È stato un anno fantastico ed emozionante. Entri in un contesto già galvanizzato da una promozione e arrivi fino alla semifinale a Cremona, nonostante una serie di direzioni di gara molto discutibili che avrebbero meritato qualche punto in più in classifica. ( Leggi articolo sull’ufficio stampa Juve Stabia qui)

Vedere il “Romeo Menti” pieno è stato bellissimo. La partita contro il Palermo mi ha riportato subito alla mente mio padre, che in passato mi ha portato su quei gradoni. In questa stagione, ho notato un grande coinvolgimento da parte di tutte le persone che hanno lavorato al progetto della comunicazione della Juve Stabia.
È stato un anno fantastico ed emozionante. La partita che ti ha fatto emozionare di più?
– Difficile, molto difficile. Iniziare a Bari subito con tre gol. Poi Genova o Salerno. Ma se devo sceglierne una dico Juve Stabia – Palermo, per il significato storico della gara. Ma ripeto, è davvero dura scegliere.
A tuo giudizio da appassionato, il goal più bello della Stagione delle vespe?
– Il goal più bello è quello di Adorante contro il Sassuolo. Un punto di bellezza contro una squadra forte che ha stracciato il campionato.
Che rapporto hai con il Presidente Andrea Langella?
– Ho ringraziato tante volte il Presidente Andrea Langella per la chiamata. Ho appreso il mestiere del giornalista sul campo e ho avuto tanti maestri, ma voglio citare mio padre Antonio per non fare torto a nessuno. Mi hanno insegnato la cosa più importante, ossia la passione, e sto usando questo mantra nella comunicazione della squadra. In passato ho anche criticato il Presidente, ma nonostante tutto è arrivata questa chiamata e l’ho ringraziato per i tanti successi che abbiamo ottenuto in questa stagione.
Il tuo, anzi il lavoro del team è stato molto apprezzato dai tifosi. Che cosa vuoi dire alle persone che vi hanno fatto i complimenti a mezzo social?
– Ringrazio le persone che hanno apprezzato il nostro lavoro con i mezzi che abbiamo a disposizione. I tifosi hanno colto la passione che ci stiamo mettendo, forse perché siamo prima tifosi di questa squadra e poi professionisti.Ad esempio, Mattia Molinari sta portando tante belle idee, come quella di stampare la foto di Marco Sau a Marassi, che è subito diventata un tormentone social. E poi ci sono le storie e le foto di Antonio Gargiulo. Proprio su Antonio, è stata una figura che ho voluto fortemente nel mio team, così come ho voluto stringere rapporti con le pagine social che ogni giorno raccontano tante cose belle sulla Juve Stabia e su Castellammare.
Sei stato e siete stati promotori di tante iniziative in città. Ci saranno novità per il futuro?
-Siamo sempre aperti a nuove iniziative, ma vogliamo prima confermare quelle che abbiamo portato avanti in questo campionato, come ad esempio quelle realizzate allo Store, dietro le quali c’è stato un lavoro davvero importante. Belle anche le foto scattate nei luoghi storici della città, e per questo voglio ringraziare Giovanni Savastano che in questa esperienza impegnativa è stato sempre presente con noi in maniera instancabile.
Si ringrazia Mario Di Capua per il tempo concesso per questa intervista


