Dai campi di Serie B alle pagine della storia gialloblù: Michele Murolo, difensore roccioso e cuore grande, ripercorre i momenti più significativi della sua esperienza con la Juve Stabia. L’ex calciatore, arrivato a Castellammare su intuizione di Salvatore Di Somma, racconta l’emozione dell’esordio con goal, il legame speciale con il presidente Franco Manniello e l’ammirazione per mister Piero Braglia. Un viaggio tra ricordi e affetti, con uno sguardo al presente delle vespe e un omaggio ai compagni di squadra che hanno segnato la sua carriera.
Che cosa ha significato per te indossare la maglia della Juve Stabia?
La Juve Stabia mi ha offerto una grande opportunità: quella di misurarmi in cadetteria dopo la mia felice esperienza con la maglia dello Spezia. Fu Salvatore Di Somma a portarmi a Castellammare. Ricordo tanti bei momenti, come ad esempio il mio goal all’esordio contro il Livorno.
Castellammare Di Stabia?
Castellammare di Stabia è stata una famiglia, la Juve Stabia una famiglia, ma il merito è stato di Franco Manniello che riuscì a creare una sinergia tra squadra e piazza.

A Proposito di Manniello, un tuo giudizio sul Presidente?
Franco Manniello è un presidente a cui ho voluto bene e a cui voglio bene. È una persona molto umana, con valori e principi, innamorato pazzo della Juve Stabia. Voglio molto bene al Presidente e alla sua famiglia.
Il momento più bello di Murolo alla Juve Stabia?
Il mio momento più bello a livello personale è stato l’esordio con il Livorno in casa, una grande emozione.
Su Mister Piero Braglia?
Piero Braglia è un allenatore vincente, un sanguigno. A Castellammare ha fatto benissimo e posso dire solo belle cose su di lui, sia come allenatore che fuori dal campo.
Il calciatore più forte che ha condiviso lo spogliatoio?
Ho giocato con tanti calciatori forti, come Francesco Tavano a Carrara o Ighli Vannucchi. Ma potrei nominare anche Gaetano Poziello, un giocatore sottovalutato ai tempi del Marcianise, o Fabio Caserta, che tutti conosciamo. Ma se devo fare un nome, scelgo Tavano.
Mentre un avversario che ti ha impressionato?
Luigi Castaldo è stato sicuramente l’avversario più forte, ma ho avuto anche il piacere di averlo come compagno di spogliatoio. È un giocatore importante, completo ed elegante. A oggi, in Serie B, non vedo un calciatore forte e bravo come lui.
Sulla Juve Stabia di oggi?
La Juve Stabia viene da un anno importante. Da neopromossa ha fatto qualcosa di eccezionale. Il merito è di Pagliuca, ma anche del direttore sportivo Lovisa che, nonostante la giovane età, ha dimostrato di avere talento. La Juve Stabia ha una società forte e faccio i complimenti al Presidente Andrea Langella per il suo percorso con le vespe. Adesso la Juve Stabia è una squadra giovane e Abate è un profilo importante, che sa lavorare con i giovani. Per me le vespe sono una realtà che può dare fastidio a qualche top team del campionato.
Si ringrazia Michele Murolo per il tempo concesso per questa intervista


