Agile come una pantera, reattivo tra i pali e coraggioso nelle uscite. Franco Tancredi non era un semplice portiere, ma un vero e proprio specialista, un campione che ha scritto pagine di storia della Roma. La sua dote più impressionante era la capacità di neutralizzare i calci di rigore, una specialità che lo rese un incubo per gli avversari e un eroe per i tifosi giallorossi.
La sua fama di para-rigori non era frutto del caso, ma di un mix di doti naturali e duro lavoro. Tancredi si affidava alla sua incredibile elasticità degli arti inferiori, che gli permetteva di scattare con una rapidità felina. Ma la vera arma segreta era l’assidua pratica in allenamento,un frutto di un duro lavoro certosino.
Quando si tuffava, Tancredi spesso usava la mano opposta alla direzione del tuffo, una tecnica che disorientava gli avversari e lo rendeva imprevedibile. Questa sua dote si rivelò decisiva, in particolare nelle due Coppe Italia consecutive vinte dalla Roma nel 1980 e nel 1981, dove i suoi interventi dal dischetto furono determinanti. Un vero campione d’altri tempi, un portiere che faceva del coraggio e dell’istinto le sue armi vincenti.
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