C’è stato un periodo, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, in cui la Serie A italiana era il campionato più bello e prestigioso del mondo. E al centro di quella maestosa epopea c’erano due squadre, due filosofie e, soprattutto, due Divinità calcistiche: il Napoli di Diego Armando Maradona e il Milan degli Olandesi, con Ruud Gullit a fare da totem tra i marziani rossoneri.
Le sfide tra Milan e Napoli di quell’epoca non erano semplici partite: erano scontri diretti per la vetta, duelli tra il genio anarchico del Sud e la perfezione tattica del Nord, il tutto incorniciato da uno Scudetto che valeva come la Champions League odierna.
Le sfide tra il Milan e il Napoli di Gullit e Maradona erano il riflesso di due squadre leggendarie:
- Il Napoli di Maradona: Una squadra guidata dal talento smisurato del suo Capitano, capace di accendere l’entusiasmo della piazza e di vincere grazie a giocate ineguagliabili e a un gruppo di compagni di altissimo livello (Careca, Giordano, Alemao).
- Il Milan di Gullit: Un’orchestra perfetta costruita sulla rivoluzione tattica di Sacchi, basata sulla zona, il pressing e la difesa altissima, con Gullit a incarnare il prototipo dell’attaccante moderno: potente, tecnico e inarrestabile in ogni zona del campo.
Ancora oggi, a distanza di decenni, i racconti e i filmati di quegli scontri diretti restano un patrimonio inestimabile per il calcio, a testimonianza di un’epoca irripetibile in cui i due fuoriclasse assoluti, Maradona e Gullit, si affrontavano per il trono d’Italia, regalando duelli di titanica bellezza.
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