L’annata 1988-1989 sarà per sempre ricordata come la stagione della perfezione per l’Inter di Giovanni Trapattoni. Con un dominio incontrastato, la Beneamata ha conquistato il suo 13° Scudetto, a nove anni dall’ultimo trionfo, infrangendo ogni record in un campionato a 18 squadre e due punti a vittoria.
La società, sotto la presidenza Pellegrini, ha costruito una squadra eccezionale. L’organico, con Giuseppe Baresi che ha lasciato la fascia di capitano a Giuseppe Bergomi, si è rinforzato con gli innesti tedeschi Lothar Matthäus (regista e leader carismatico) e Andreas Brehme (terzino fondamentale per l’azione offensiva). A centrocampo, l’arrivo di Nicola Berti ha aggiunto dinamismo, mentre in attacco, dopo il mancato tesseramento di Madjer, è subentrato l’argentino Ramón Díaz al fianco di Aldo Serena.
La formazione tipo vedeva l’intramontabile Walter Zenga tra i pali, una difesa guidata da Bergomi, Ferri e dal libero Mandorlini, un centrocampo di ferro con Matteoli, Berti e Matthäus, e in avanti la coppia Serena-Díaz.
Il girone di ritorno è stato un vero e proprio trionfo: Trapattoni ha eguagliato i record storici di Cargnelli e Herrera inanellando 8 vittorie consecutive. Il culmine della superiorità è arrivato con il 6-0 sul campo del Bologna, all’epoca la più ampia vittoria esterna del club.
Il titolo è stato matematicamente assicurato nello scontro diretto del 28 maggio 1989 a San Siro, dove i nerazzurri hanno battuto il Napoli di Maradona per 2-1 con quattro giornate di anticipo.
a stagione si è conclusa con cifre da capogiro:
- 58 punti su 68 disponibili (record assoluto per l’epoca).
- 11 punti di distacco dal secondo posto del Napoli.
- Miglior attacco e Miglior difesa del campionato.
- Aldo Serena si è laureato Capocannoniere con 22 reti.
L’unica nota amara è arrivata dalla Coppa UEFA, dove l’Inter è stata eliminata agli ottavi dal Bayern Monaco, nonostante una memorabile vittoria in Germania.
In ogni caso, la stagione 1988-1989 rimane impressa come un capitolo d’oro nella storia interista, celebrata dai tifosi a San Siro, allora in piena ristrutturazione in vista dei Mondiali ’90.
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