L’annuncio di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus, dopo l’addio al Napoli e la breve parentesi in Nazionale, ha scatenato la classica discussione calcistica e, soprattutto, emotiva sui social network, lasciando la piazza partenopea in uno stato di profonda ambivalenza: da una parte la delusione cocente per un presunto “tradimento sportivo”, dall’altra una sorprendente vena di indifferenza e pragmatismo.
Lo Striscione: “Uomini infami, destini infami”: un gruppo di tifosi organizzati ha esposto uno striscione che ha fatto il giro del web, storpiando il celebre motto spallettiano. Per altri fans azzurri la scelta di Torino viene vista come la “resa definitiva del romanticismo calcistico”, dove solo le opportunità contano.Molti altri tifosi napoletani hanno reagito con una sorprendente calma, quasi con distacco. Dopo il “dolore” vissuto per il passaggio di Sarri in bianconero, sembra essersi creata una sorta di “indifferenza. Per molti, Spalletti ha semplicemente colto una grande occasione professionale, dimostrando che il calcio vive di cicli brevi e che un allenatore, dopo un trionfo, non può “smettere di allenare”.
L’eroe di Napoli, potenziale condottiero della rivale più odiata. Il dibattito è appena iniziato.


