Il nome di Diego Armando Maradona a Napoli è sinonimo di magia e di trionfi. Ma a rendere quei successi ancora più speciali e indimenticabili fu il trio d’attacco che a fine anni ’80 fece sognare un’intera città: la “MaGiCa”, acronimo che univa i nomi di Maradona, Giordano e Careca.
Bruno Giordano, attaccante italiano di grande tecnica e intelligenza tattica, era il primo tassello di questo tridente da sogno. Arrivato a Napoli anche grazie al forte desiderio di Maradona, Giordano si distinse non solo per i suoi gol, ma anche per la sua capacità di giocare per la squadra, agendo spesso da rifinitore e creando spazi per i compagni. La sua visione di gioco e la sua eleganza lo resero un partner ideale per il Pibe de Oro.
A completare la triade, arrivò il brasiliano Antonio Careca. Un centravanti moderno, potente e veloce, con un fiuto del gol straordinario. La sua intesa con Maradona fu quasi telepatica: scambi veloci, assist illuminanti e un’efficacia sotto porta che non lasciava scampo agli avversari. Careca non era solo un finalizzatore, ma un attaccante completo che, insieme a Maradona e Giordano, creò uno dei reparti offensivi più forti e spettacolari della storia del calcio italiano.
Ciò che rese la “MaGiCa” così speciale non fu solo la loro bravura in campo, ma anche il legame umano che li univa. Maradona e Careca in particolare, legarono molto, sviluppando un’amicizia che andava oltre il rettangolo verde. Il ricordo di Careca dopo la scomparsa di Maradona è stato molto toccante, a testimonianza di un rapporto profondo e sincero.
La “MaGiCa” non è solo un acronimo o un ricordo del passato, ma un simbolo di un calcio romantico e vincente, un periodo d’oro che ha segnato un’epoca e che rivive ancora oggi nei cuori dei tifosi napoletani e di tutti gli amanti del calcio.


