Michael Owen è stato uno degli attaccanti più devastanti e rapidi degli anni 2000, un vero incubo per le difese. La sua incredibile velocità, che ricordava quella del “Fenomeno” Ronaldo, gli valse l’ammirazione di milioni di tifosi. Purtroppo, una serie continua di infortuni ne ha condizionato la carriera, impedendogli di raggiungere il suo potenziale massimo.
La carriera di Owen è indissolubilmente legata al Liverpool, dove crebbe nel settore giovanile. Il suo esordio in prima squadra fu un segno del destino, con il primo gol segnato contro il Wimbledon. Divenne rapidamente un titolare e l’idolo indiscusso della tifoseria, contribuendo alla vittoria di numerosi trofei nazionali.
Il 2001 fu l’anno della consacrazione: Owen vinse il Pallone d’Oro, un traguardo storico. Inoltre, con la nazionale inglese, realizzò una memorabile tripletta contro la Germania.
Tra Sogni e Ritorno in Patria
Dopo l’apice in Premier League, tentò l’avventura all’estero con il Real Madrid. Tuttavia, il suo periodo con i Galacticos durò solo un anno e non fu particolarmente brillante.
Tornato in Inghilterra, vestì le maglie di:
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Newcastle United
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Manchester United (con cui vinse l’unica Premier League della sua carriera)
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Stoke City (dove concluse la sua carriera)
Nonostante gli stop fisici, Owen ha sempre regalato lampi di grande calcio, anche nelle competizioni mondiali. È considerato il classico talento che, se fosse stato più fortunato con gli infortuni, avrebbe potuto vincere molti più trofei.
Nella sua bacheca mancano due grandi obiettivi: un successo significativo con la Nazionale e la Champions League. Nonostante ciò, Michael Owen resta uno degli attaccanti più forti e influenti della storia del calcio inglese e mondiale.


