Il Napoli batte il Milan e si prende la finale in attesa di Bologna Inter
Al freddo dell’Arabia Saudita con qualche migliaio di pseudo tifosi non italiani presenti sugli spalti, la gara di questa a dir poco discutibile supercoppa, è giocata decisamente meglio dal Napoli, che pur con diverse riserve, come peraltro il Milan, riesce a segnare un gol per tempo, entrambi di buona fattura. Il primo lo realizza alla fine del primo tempo grazie alla bella incursione di Hojlund e alla deviazione nella porta di Neres, il secondo è tutto merito del danese, che si mette decisamente in evidenza, proprio quando Lukaku, rientrato finalmente almeno in panchina sembra essere pronto a sostituirlo. Conte ha il merito di mettere Elmas e Neres nelle condizioni di creare pericoli, proprio grazie al lavoro di Hojlund, che riesce da solo a tenere impegnata tutta la difesa della squadra di Allegri, approfittando soprattutto dei limiti di De Winter. Incide molto il recupero di Lobotka in cabina di regia e la scelta di giocare con gli esterni Politano e Spinazzola, che riescono a fare bene anche in fase di copertura. Il Milan gioca senza attaccanti di ruolo con Pulisic e poi anche nella ripresa Rabiot adattati come punte e riesce a costruire solo nel primo tempo alcune occasioni, che però non si concludono mai in modo ottimale per la bravura della difesa partenopea e l’impressione rossonera.
Il portiere Maignan non sempre riesce a cavarsela e viene sorpreso dalla splendida conclusione del centravanti danese, che indovina l’angolo opposto alla chiusura del portiere, nell’azione del raddoppio in una ripresa decisamente a trazione napoletana. Il pipelet della nazionale francese si riscatta comunque con una grande parata su una bella conclusione di Rrahmani al termine di un’altra bella giocata partenopea e così per cercare di riaprire la gara Allegri si decide a cambiare in cabina di regia il giovane Jashari con l’ex pallone d’oro Modric. Ma questa volta Allegri, che era riuscito a spuntarla in campionato, perde nettamente il confronto diretto con Conte anche sui cambi con il Napoli, che si concede il lusso di fare entrare prima Mazzocchi e Lang al posto di Elmas e Politano e poi pure Gutierrez e Lucca per Spinazzola e Hojlund, che merita la palma di migliore in campo. Nei minuti finali ci sono più falli e cartellini gialli che azioni con un Milan, che finisce peggio di come aveva cominciato e così Conte decide di premiare con una presenza anche Vergara al posto di Neres subito dopo l’occasione piuttosto clamorosa fallita da Mc Tominay dopo una buona ripartenza di Lang. Anche il recupero lungo è caratterizzato dalle polemiche tra le panchine con Conte e Allegri che alla fine evitano persino di salutarsi e pochissime azioni di un certo rilievo.
Il Milan prova finalmente a tirare, senza però riuscire mai ad inquadrare la porta, nemmeno sulla punizione dal limite che chiude i sette minuti di recupero. Insomma è stata una vittoria netta e senza discussioni per il Napoli, che riscatta le amarezze di Lisbona e Udine, ma che per diventare davvero soddisfacente in questa supercoppa danarosamente araba, ma amara per gli appassionati italiani, costretti a stare davanti le TV, ha bisogno di una ripetizione anche nella finale di lunedì con la vincente dell’altra semifinale tra Inter e Bologna.


