Napoli è un sogno tricolore


Napoli è campione d’Italia per la quarta volta nella storia. Di Gianfranco Piccirillo

È stato un campionato insolito questo vinto dal Napoli come fece la Grecia agli Europei del 2004 sotto la guida di Otto Rehhagel perché ha prevalso una squadra poco prolifica e spettacolare, che ha basato essenzialmente la sua forza nell’aspetto difensivo.

Conte farebbe bene a commentare questo dato come fece l’allenatore tedesco della Grecia, che sostenne come il Portogallo fosse stata la squadre tecnicamente migliore, mentre la sua nazionale sostanzialmente era più forte in difesa, ma in grado comunque di concretizzare al meglio le proprie occasioni, peraltro non numerose nel corso delle gare. È comunque un grande merito essere riusciti a sfruttare i punti deboli delle avversarie sulla carta più attrezzate come l’Inter e l’Atalanta, che hanno consumato molte energie nelle altre competizioni in cui sono state impegnate, soprattutto la squadra di Inzaghi, che è arrivata alla finale di Champions, ma è pur vero che sarebbe stato un peccato mortale non sfruttare questi vantaggi piuttosto considerevoli nella stagione del Napoli.

A mio avviso non si tratta di miracolo di Conte, ma di una somma di circostanze, che anzi avrebbero potuto portare il Napoli a vincere con qualche giornata di anticipo, con la grande intuizione dell’acquisto di Scott Mc Tominay, che è stato il trascinatore di questa stagione, con tantissimi gol ed assist, compreso questo splendido di stasera, uno spettacolare tiro acrobatico, che ha sbloccato la gara. Lo squalificato Conte non ha cambiato uomini e modulo rispetto a Parma, mentre il Cagliari di Nicola, esperto in salvezze, si è affidato a diversi rincalzi, a cominciare dal portiere Sherry. Il Napoli prima di trovare il gol nel finale del primo tempo, che ha avuto un lungo recupero causato dai problemi di microfono tra var e arbitro, ha avuto una netta supremazia e diverse occasioni.

Sono stati Raspadori, Politano, Gilmour, Anguissa e soprattutto Rhamani ad avere le possibilità migliori, ma Sherry è riuscito sempre a cavarsela, fino a quando su cross proprio del novello sposo ex del Sassuolo e dell’Inter, è arrivata la perla acrobatica di Mc Tominay, che ha insidiato Lukaku per il titolo di capo cannoniere stagionale del Napoli. Anche per questa competizione interna all’inizio della ripresa il pupillo di Conte e nazionale belga Lukaku, ha realizzato alla sua maniera dopo una splendida azione di contropiede il gol del raddoppio, che ha praticamente chiuso il discorso sulla gara e sul campionato, rendendo inutili i gol dell’Inter a Como. Neres entra al posto di Politano tra gli applausi di uno stadio San Paolo Maradona pieno come un uovo, ma i tifosi del Napoli hanno preso d’assalto pure tutti i maxi schermi presenti in città e nella stessa provincia come a Castellammare e Pompei e l’attaccante brasiliano cerca la soddisfazione personale, impegnando severamente Sherry su assist di Lukaku. Bisogna fare i complimenti a tutti i calciatori i tecnici Conte, Stellini ed Oriali, al direttore sportivo Manna, ma soprattutto al presidente Delaurentiis, che è riuscito a vincere il suo secondo scudetto dopo quello di Spalletti e la scorsa disastrosa stagione, nonostante le cessioni di Osimhen, Zielinski e a gennaio perfino di Kvaratskhelia. Vincere a Napoli non è facile come farlo a Torino e Milano e se ne è accorto anche Conte, che nel finale ha rischiato di buttare all’aria uno scudetto praticamente già vinto. Se dovesse decidere di non onorare il contratto e tornare nella sua Juventus non mi fascerei la testa, ma gli riconosco il valore di aver portato il quarto scudetto al Napoli, anche se è stato molto ma molto meno spettacolare degli altri tre e quindi sono disposto a perdonare le sue esternazioni, che mi sono sembrate molto spesso fuori luogo. In un finale assolutamente insignificante sul piano calcistico il Cholito Simeone entra al posto di Lukaku, ma è sempre Neres a cercare e sfiorare il gol di una gara senza storia, che ha consacrato la forza del Napoli, sempre più simbolo del meridione italiano, in attesa dei play off dello Stabia per il possibile vero miracolo del calcio napoletano.

Da segnalare nei minuti finali da parte del Napoli gli ingressi di Billing, Mazzocchi e Ngonge per Anguissa, Spinazzola e Raspadori e dal Cagliari la presenza del giovane portiere Ciocci al posto di Sherry, ma i protagonisti sono i tifosi partenopei, che possono abbandonarsi alla gioia sempre speciale di un campionato vinto, invocando il mito Maradona oltre agli attuali beniamini, tra i quali spicca questo scozzese atipico, che si è innamorato della capitale dell’ex Regno delle due Sicilie.

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