Il Napoli di Antonio Conte si prende il secondo trofeo del 2025
Il Napoli gioca davvero molto bene e non solo il primo tempo della finale araba della supercoppa italiana, realizzando meno reti di quelli che avrebbe meritato con una doppietta siglata da Neres, splendido soprattutto il primo gol con un tiro spettacolare a giro da una certa distanza. Il Bologna di Italiano riesce a mala pena a contenere le tante giocate dei vari Politano, Neres, Mc Tominay, Lobotka, Spinazzola ed Elmas, che cercano di servire uno scatenato Hojlund, capace di mettere in crisi il suo marcatore norvegese. Ravaglia è protagonista di un paio di parate su Elmas e soprattutto Spinazzola davvero importanti, con lo stesso macedone che spreca un’occasione favorevole a pochi metri dal portiere felsineo, seppure da posizione defilata.
Dall’altra parte Milinkovic Savic svolge solo interventi di ordinaria amministrazione, tranne che sul tiro di Orsolini, successivo al vantaggio partenopeo, sul quale è costretto ad abbassarsi a terra per bloccare la palla. Conte, nonostante la bellissima partita è nervoso e si fa ammonire, mentre Italiano è costretto a rivedere la formazione nella ripresa, inserendo subito dopo l’intervallo Moro al posto di Odgaard. È sempre il Napoli a dominare, impegnando ancora severamente Ravaglia, prima con Hojlund e poi con Rrahmani, che reclama pure un fallo da rigore in area. Nonostante qualche tentativo di Orsolini e Ferguson, che di testa tira troppo debolmente su Milinkovic Savic è sempre Neres l’attaccante più pericoloso, capace di approfittare dell’errore in disimpegno di Ravaglia, regalando nel raddoppio un’altra perla con un bel tocco sopra il portiere e così Italiano capisce che deve giocarsi prima del previsto ulteriori carte, che comunque non serviranno a nulla.
Insomma non c’è stata storia in questa finale e Conte trova il modo di riscattare nel modo migliore la batosta subita in campionato, proprio a Bologna con una squadra straripante che fallisce nelle ripartenze più volte l’ultimo passaggio per siglare pure la terza rete. Quando nel Bologna entrano Rowe e Dallinga per Cambiaghi e Ferguson, Conte decide di inserire Lang e Gutierrez al posto di Elmas e Spinazzola, per evitare di subire il dinamismo dei subentranti e non rinunciare ad ulteriori contropiedi. Rowe e Orsolini provano a riaprire la gara con improbabili tiri da lontano e così Conte decide di contenere la comunque tiepida reazione avversaria, inserendo Mazzocchi al posto di Neres, che riceve molti applausi dagli arabi e napoletani presenti, mentre Italiano regala gli ultimi minuti ad Immobile anche per sostituire un Orsolini davvero poco brillante. L’ultimo cambio di Conte è obbligato dal risentimento di Jesus, autore di due partite molto positive in Arabia Saudita e così anche Buongiorno ha la soddisfazione di timbrare il cartellino nella finale di Supercoppa.
Politano e Lang avrebbero potuto segnare ancora, ma sbagliano, addirittura il nazionale italiano incredibilmente a porta sguarnita, evitando un punteggio più severo al Bologna, che avrebbe meglio rispecchiato l’andamento di una finale, praticamente senza storia dall’inizio alla fine. Certamente ila cinquina del Napoli di Maradona alla Juventus al San Paolo diede più soddisfazione nel 1990, così come la vittoria ai rigori di quello di Benitez sempre contro i bianconeri, ma anche questo terzo successo resterà nella storia ormai centenaria ed è giusto riconoscere anche i meriti di questa squadra e del suo allenatore.


