Napoli rimonta a metà contro il Verona


La squadra di Conte va sotto poi rimonta ma non riesce la remuntada completa.

L’Epifania oltre le feste si porta via pure il Napoli bello ed entusiasmante, capace di fare una striscia consecutiva di ben quattro vittorie senza subire gol. Conte decide di sostituire Neres con Lang e di fare rifiatare Spinazzola e Jesus in vista della grande sfida di domenica sera con l’Inter, concedendo spazio a Gutierrez sull’esterno e a Buongiorno in difesa, pensando evidentemente di poter fare un solo boccone di un Verona ultimo in classifica dopo la scoppola interna, subita dal Torino. Invece nel primo tempo la squadra campione d’Italia riesce solo ad essere pericolosa due volte, all’inizio con un tiro di Elmas, parato di piede da Montipo’ e poi con un inserimento di Mc Tominay, la cui conclusione viene ribattuta da un difensore, dopo però che il Verona è riuscito addirittura a segnare una clamorosa doppietta. Come è stato possibile ? Nel primo caso per gli ampi spazi lasciati ad una splendida ripartenza degli scaligeri, che perfezionano l’azione offensiva con un inaspettato colpo di tacco del danese Martin Frese e nel secondo per la combinazione disposta delle decisioni de var e dell’arbitro, che dopo esser stato mandato sotto la pioggia davanti al monitor non se la sente di ritenere involontario un tocco di mano di Buongiorno in area e così arriva il raddoppio di Orban dal dischetto. Prima dell’introduzione dei meccanismi tecnologici questi tocchi non venivano mai considerati meritevoli della massima punizione e invece da alcuni anni la musica è cambiata, ma non credo che la melodia risulti particolarmente piacevole agli amanti del calcio. In ogni caso, oltre gli episodi, in questa gara sono emerse le difficoltà di una rosa partenopea impoverita dagli infortuni e impossibilitata a reggere un ritmo così sostenuto di partite, peraltro in diverse competizioni. Ad inizio ripresa sugli sviluppi di un angolo per un tiro parato di Lang, un colpo di testa di Mc Tominay, che né Montipo‘ in uscita e ne’ Valentini riescono a neutralizzare, permette comunque al Napoli di accorciare le distanze. Conte inserisce subito dopo Spinazzola al posto di Gutierrez, che non ha minimamente inciso sulla corsia esterna e così la squadra migliora sensibilmente in fase di intensità nelle giocate offensive.

L’inserimento successivo di Marianucci al posto di un Elmas stanco è meno decisivo sul piano offensivo, ma si dimostra utile dal punto di vista di un miglioramento della dinamicità della squadra. Zanetti solo a questo punto fa entrare il talento Giovane al posto di Sarr nel tentativo di allentare la pressione partenopea e tornare a pungere nelle ripartenze. Ancora una volta il var interviene a gamba tesa con una decisione, che penalizza il Napoli perché annulla il pareggio di Hojlund per un altro impercettibile tocco di mano dello stesso centravanti danese, che conferma tutti i guai che sta combinando il meccanismo della moviola, cambiando continuamente le decisioni dell’arbitro. Dopo un altro gol annullato per fuorigioco e l’ingresso di Lucca al posto del deludente Lang, che si conferma più bravo a cantare che a giocare, e di Larsson per Brazaric nel Verona, arriva comunque il meritato gol del pareggio, grazie a capitan Di Lorenzo, che in piena area riesce a girare in rete un traversone di Marianucci con un colpo da attaccante aggiunto. Resta comunque il passo falso di due punti che mancano contro l’ultima in classifica, perché i minuti finali sono piuttosto confusi e senza chiare occasioni per segnare ancora da parte del Napoli, mentre con gli inserimenti di Muslera e Serdar, il Verona rischia perfino di tornare in vantaggio. Infatti Giovane sfora la porta con un bel pallonetto, che ha sorpreso Milinkovic Savic in uscita, ma finisce di poco fuori al termine di una valida giocata di contropiede. Il talentuoso scaligero nel recupero ci prova nuovamente, ma il pallonetto è ancora più esterno del precedente e così il Napoli tutto sommato può considerare la partita un pericolo scampato, anche se il pari non può assolutamente bastare in chiave scudetto.

Sarà la sfida di Milano contro l’Inter a dire più chiaramente se la squadra di Conte debba accantonare definitivamente i sogni del secondo tricolore consecutivo o se Conte piuttosto intenda continuare a crederci, nonostante i tanti problemi per gli infortuni e una stanchezza piuttosto evidente in questa serata fredda e piovosa allo stadio San Paolo Maradona contro l bestia nera scaligera.

Vota qui — Miglior calciatore 2025

LEGGI ANCHE

Il partito vitale del generale

Roberto Vannacci è nato a La Spezia il 20 ottobre 1968, ha finito la carriera nell'esercito e sta realizzando quella in politica. Lo spartiacque...

Meteo Napoli e Campania oggi 5 febbraio

A Napoli quella di oggi sarà una giornata segnata da cielo parzialmente nuvoloso, con alternanza di schiarite e coperture più compatte. Non sono previsti...

spot_img
Castellammare di Stabia (NA)
081 874 42 06 - 347 132 66 64
spot_img

ULTIME NOTIZIE

PUBBLICITA