Conte tiene fuori Meret, Beukema, Gutierrez e Giovane dalla formazione iniziale oltre naturalmente all’ultimo infortunato Lobotka e ai ritrovati Anguissa e De Bruyne, che partono dalla panchina e il primo tempo, seppure poco brillante, non boccia le sue scelte. Infatti dopo una parata di Paleari su Olivera, il tiro di Allison Santos sorprende il portiere granata, non irreprensibile certamente nell’occasione e il Napoli si ritrova subito in vantaggio.
Il Torino del nuovo tecnico D’Aversa che aveva battuto facilmente la Lazio nell’ultima giornata, stenta ad ingranare, ma ritrova vivacità con i tiri di Vlasic parati da Milinkovic Savic e qualche buono spunto degli ex attaccanti partenopei Zapata e Simeone. Il Cholito continua a mostrare il suo amore per il Napoli, anche attraverso l’imitazione, nella sua ultima esultanza contro la Lazio, della coreografia della canzone vincitrice di Sanremo di Sal Da Vinci, presente allo stadio per una premiazione ed esibizione prima della gara. Per il resto oltre un colpo di testa di Hojlund e il risentimento muscolare di Vergara c’è poco da segnalare. Nella ripresa si rivede finalmente Anguissa, proprio al posto di Vergara e Allison Santos prova nuovamente a beffare Paleari, che pero’ evita il secondo errore, palesando però di avere problemi sulle diverse conclusioni del brasiliano, non riuscendo a bloccare nemmeno quella di Hojlund, mentre appare decisamente più a suo agio nelle uscite soprattutto quelle alte. D’Aversa si decide a fare entrare Pedersen e Adams al posto di Obrador e Zapata per dare dinamismo ad una squadra apparsa ingessata e incapace di rendersi pericolosa. Così devono entrare pure Kulenovic e Casadei al posto di Gineitis e dell’applaudito Cholito Simeone, ma a trarre i benefici dei cambi almeno inizialmente è il Napoli, che segna il raddoppio con Elmas, con tiro preciso e ben assestato in piena area, su assist di Politano.
Conte a questo punto si cautela facendo uscire Spinazzola ed entrare il più difensivo Gutierrez, ma non cambia l’inerzia della gara, totalmente nelle mani della squadra partenopea. Fino a pochi minuti dalla fine è stata quasi una passeggiata battere la squadra granata, che seppure impelagata nelle zone basse della classifica, sembrava almeno in netta ripresa sul piano del gioco. Invece tra Baroni e D’Aversa restano i problemi di una squadra granata in difficoltà in tutti i settori con una scarsa propensione del centrocampo soprattutto a creare concrete soluzioni offensive per i diversi attaccanti che si sono alternati. Nel finale entrano Anjorin per Prati e tra le ovazioni del pubblico il redivivo De Bruyne al posto di Allison Santos e il Napoli sfiora il terzo gol su una punizione di Politano, respinta da Paleari. Nel finale entrano Mazzocchi e Lukaku al posto di Politano e Hojlund ed è la prima volta che Conte torna a ruotare gli uomini della rosa dopo diverse settimane. La gara, però inaspettatamente si riapre proprio in questo frangente, perché Casadei è bravo di testa ad approfittare di una difesa non posizionata benissimo e di uno stesso Milinkovic Savic apparso ancora una volta non proprio sicuro tra i pali. Così il recupero fa soffrire il pubblico del San Paolo Maradona, perché il Torino dimostra di volere lottare per il pareggio, dopo aver giocato piuttosto male fino al gol di Casadei. Il Napoli stringe i denti e porta a casa questa vittoria importante per la zona Champions in attesa del derby di Milano, che potrebbe riaprire il discorso scudetto, almeno per il Milan e della prossima sfida ancora interna contro il Lecce di sabato prossimo.


