Il 29 dicembre è una data davvero triste per il gioco del calcio. Infatti nel 2022 ci lasciava il grande Pelè.
Oggi è il triste terzo anniversario della scomparsa di Edson Arantes do Nascimento, l’uomo che il mondo ha conosciuto e amato come Pelé. Morto a San Paolo a 82 anni, O Rei ha lasciato un vuoto incolmabile, ma un’eredità che continua a risplendere di una luce ineguagliabile, proprio come i suoi tre titoli mondiali.
A tre anni dalla sua dipartita, Pelé non è solo il calciatore più grande della storia per molti, l’unico ad aver vinto la Coppa del Mondo per tre volte (1958, 1962, 1970). È il simbolo di una storia di riscatto che ha elevato non solo il calcio, ma un’intera nazione.
Prima di lui, il Brasile era afflitto dal “complesso dei vira-latas”, un senso di inferiorità. Fu il giovanissimo Pelé, con la sua esuberanza e la sua classe, a dare al Brasile il suo primo trionfo iridato nel 1958, trasformando il paese in un faro di gioia e talento agli occhi del mondo.
La sua carriera è una leggenda fatta di numeri impressionanti e magie sul campo, riassumibili in poche, fondamentali pietre miliari:
Tre Coppe del Mondo FIFA: Un record ineguagliabile (1958, 1962, 1970).
1281 Gol in Carriera (riconosciuti dalla FIFA in 1363 partite): Una cifra che sfida il tempo e la logica.
L’Icona Globale: Ha trasformato il calciatore da sportivo locale a superstar internazionale, gettando le basi per il marketing sportivo moderno.
Oggi, a tre anni dal suo addio, il mondo del calcio si ferma ancora per un momento di riverenza. Il ricordo di Pelé non è legato a un solo gol, ma alla bellezza assoluta del gioco che ha incarnato. Ha lasciato un’eredità così grande che, come scrisse un giornalista brasiliano all’epoca del suo ritiro: “Pelé non è morto. Pelé ha smesso di esistere.”
Ma la verità è che, finché ci sarà un pallone calciato, O Rei è Eterno.


