Romario, un nome che evoca istinto, classe e un fiuto del gol ineguagliabile. Il suo è un posto d’onore nella storia del calcio, un campione che ha vinto un Mondiale come i più grandi del suo paese, ha vestito maglie prestigiose come quelle di PSV e Barcellona, e ha sfiorato l’incredibile record dei mille gol, un numero che lo avvicina alla leggenda di Pelé.
Il Re dei goal impossibili
Arrivato in Europa come un ciclone, Romario ha incantato tutti con la sua rapidità di esecuzione, un senso del gol fuori dal comune e una tecnica raffinata. Molti dicevano che segnava “facendo la cosa più difficile”, un’espressione che riassume perfettamente la sua capacità di trasformare in gol azioni che sembravano impossibili. Nonostante la sconfitta nella finale di Champions League del 1994 con il Barcellona contro il Milan, il brasiliano si è rifatto vincendo il Mondiale nello stesso anno, battendo in finale l’Italia.
La sua carriera è stata un susseguirsi di trionfi, sia a livello di club che con la nazionale. Oltre al Mondiale, Romario ha conquistato due Coppe America e una Confederations Cup, diventando un idolo in patria, in particolare per i tifosi del Vasco da Gama, squadra a cui è rimasto legato per diverse stagioni.
Un’eredità infinita
Il suo ritiro, annunciato il 15 aprile 2008 all’età di 42 anni, ha segnato la fine di un’era. In suo onore, il Vasco da Gama ha ritirato la maglia numero 11, un gesto per ricordare al mondo il valore di un calciatore che ha segnato ovunque sia andato. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Romario ha intrapreso una nuova vita, ricca di successi in politica, dimostrando ancora una volta il suo DNA vincente. Un personaggio unico e immortale, che ha scritto pagine indelebili nella storia del calcio.


