La storia di Sergio Goycochea è la storia di un portiere che ha saputo cogliere l’occasione più importante della sua carriera, diventando un eroe nazionale. Dopo il suo debutto in nazionale nel 1988, si è ritrovato a difendere i pali dell’Argentina nel Mondiale di Italia ’90, subentrando a partita in corso per l’infortunio del titolare Nery Pumpido.
Un Mondiale da protagonista
Goycochea si è subito imposto con parate decisive. Dopo aver contribuito alla vittoria contro il Brasile negli ottavi, ha brillato nella lotteria dei rigori contro la Jugoslavia, parando i tiri di Brnović e Hadžibegić. Ma il suo capolavoro è arrivato in semifinale, contro l’Italia padrona di casa: ha sventato una punizione insidiosa di Roberto Baggio e, ancora una volta, è stato decisivo ai rigori, neutralizzando i tentativi di Donadoni e Serena. La sua corsa in finale si è interrotta solo di fronte a un calcio di rigore di Andreas Brehme, che ha regalato la coppa alla Germania Ovest.
I successi e la fine di un’era
Nonostante la sconfitta in finale, Goycochea si è affermato come il portiere titolare dell’Argentina, vincendo la Coppa re Fahd 1992 e conquistando due Coppe América consecutive, nel 1991 e nel 1993, dove è stato anche premiato come miglior giocatore del torneo. La sua esperienza con l’Albiceleste si è conclusa al Mondiale del 1994, dove ha ceduto il posto da titolare a Luis Islas, ma il suo nome è rimasto per sempre impresso nella storia del calcio argentino.


