L’attesa è finita. Dopo ventisette lunghi anni di silenzio, il Torino torna sul tetto d’Italia conquistando il suo settimo Scudetto, l’ultimo nella gloriosa storia del club granata. La vittoria è giunta all’ultima giornata, sigillando una stagione esaltante e ricca di colpi di scena.
Sotto la guida sapiente di mister Luigi Radice, i granata hanno saputo uscire alla distanza. Nonostante un inizio difficoltoso, il Torino ha dimostrato carattere e resilienza, approfittando del rallentamento della Juventus, che al giro di boa vantava ancora un vantaggio di tre punti sui cugini.
Il sorpasso decisivo è arrivato anche grazie al successo in entrambe le cruciali stracittadine, che hanno galvanizzato l’ambiente e spinto la squadra verso la vetta del torneo.
L’attacco del Torino è stato guidato dalla coppia d’oro, i leggendari “Gemelli del Gol“: Francesco Graziani e Paolino Pulici.
Proprio Paolino Pulici si è laureato capocannoniere della Serie A per la seconda volta in carriera, mettendo a segno ben 21 reti, una cifra fondamentale per il trionfo finale. Le loro celebrazioni sono il simbolo della gioia incontenibile di una città che aspettava questo momento dalla tragedia di Superga.
La matematica certezza della vittoria del tricolore è arrivata con il fischio finale dell’ultima giornata di campionato, grazie al pareggio interno contro il Cesena. Un punto sufficiente a far chiudere il campionato ai granata con 45 punti, distanziando di due lunghezze i rivali della Juventus, fermi a 43.


