Mentre la città festeggia uno Scudetto storico, l’altra metà del cielo calcistico ligure non è da meno. Il Genoa chiude il campionato 1990-1991 con un eccezionale quarto posto e la conquista della qualificazione alla Coppa UEFA, ottenendo il miglior piazzamento del club dal secondo dopoguerra.
Il merito di questa rinascita va in gran parte a Osvaldo Bagnoli. Subentrato a Franco Scoglio, il tecnico veneto portava con sé un curriculum pesantissimo: due promozioni in Serie A e, soprattutto, lo storico Scudetto vinto col Verona nel 1985. Un allenatore abituato a trasformare le outsider in realtà di vertice.
Il successo del Grifone si è basato su un reparto offensivo formidabile. Il nuovo centravanti cecoslovacco, Tomáš Skuhravý, si è subito rivelato un acquisto fondamentale, mettendo a segno ben 15 reti in campionato.
Al suo fianco, l’uruguaiano “Pato” Aguilera ha vissuto la sua stagione della consacrazione. Dopo gli 8 gol dell’annata precedente, l’attaccante ha raddoppiato il suo bottino in Serie A, eguagliando il compagno con 15 centri in campionato (più uno in Coppa Italia). La coppia ha trascinato il Genoa ai vertici della classifica.
Con 40 punti conquistati, il Genoa si è imposto come l’autentica sorpresa del torneo. Il quarto posto non solo garantisce la prestigiosa vetrina europea, ma suggella una stagione irripetibile per il capoluogo ligure: per la prima volta nella storia, l’asse calcistico di Genova è al centro dell’attenzione nazionale, con i cugini della Sampdoria che si aggiudicano il titolo.
Solo in Coppa Italia i rossoblù hanno interrotto presto la corsa, dopo aver eliminato il Giarre al secondo turno, lasciando il passo agli ottavi alla Roma, futura vincitrice della competizione.
Il Genoa di Bagnoli e dei suoi cannonieri rimane un ricordo indelebile per i tifosi, una stagione che ha riportato il Grifone a ruggire in Europa.
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