In onda, ieri 25 novembre, su Rai 1, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, “C’è ancora domani” ha emozionato, commosso e risvegliato coscienze.
Paola Cortellesi, alla sua prima regia, dimostra un talento raro e potente: firma un’opera lucida e poetica, capace di toccare corde profonde senza mai cedere alla retorica.
C’è ancora domani di Paola Cortellesi
Non è solo un film. È un atto d’amore verso le donne del passato, un grido di libertà per quelle del presente, una promessa per chi verrà.
Con la grazia che le è propria, Paola Cortellesi veste i panni di Delia, una donna qualunque nella Roma del dopoguerra, stretta in un’esistenza fatta di silenzi, umiliazioni e violenze.
Delia è peró anche il simbolo di tutte le donne che, in un’epoca in cui non si osava nemmeno sognare, hanno trovato il coraggio di credere che un domani diverso fosse possibile.
La corsa verso il futuro
Nella scena della foto in copertina – iconica, silenziosa e potentissima – Delia corre. Corre verso il voto, verso il futuro. Imbuca la scheda elettorale e, senza pronunciare una parola, cambia il corso della storia.
Con una narrazione intensa e sobria, Paola Cortellesi porta sullo schermo una denuncia feroce e necessaria: quella della violenza domestica, spesso invisibile ma profondamente devastante. E lo fa con una regia elegante, attenta, che valorizza ogni dettaglio, ogni sguardo, ogni respiro.
Un film che non si dimentica. Un’opera necessaria. Un debutto alla regia che lascia il segno.
Non a caso, il film ha conquistato ben 6 David di Donatello, 3 Nastri d’Argento e il Premio del pubblico alla Festa del Cinema di Roma, oltre il titolo di miglior film straniero ai Golden Rooster Awards in Cina, prima volta assoluta per un’opera italiana.
Nel cast anche Valerio Mastandrea, Vinicio Marchioni, Romana Maggiora Vergano e Emanuela Fanelli.


