L’ascesa e l’inganno Nella Roma violenta degli anni ’70, tre fratelli giunti da Rieti vedono le proprie vite dividersi: Vittorio entra in Curia, Fabione finisce nelle Brigate Rosse e Toni, un pittore di talento, diventa il falsario prediletto della criminalità. Grazie alla gallerista Donata, Toni entra nel giro di Balbo (capo di una banda neofascista) e di Zù Pippo (mafioso siciliano), passando dal copiare Modigliani al falsificare capolavori per i boss.
L’intrigo Moro e il “Sarto” La vita di Toni precipita nel baratro quando i suoi servizi vengono richiesti dal “Sarto”, un oscuro agente dei Servizi Segreti. Toni viene costretto a redigere il falso comunicato del Lago della Duchessa durante il rapimento di Aldo Moro. In un gioco di specchi tra Stato e terrorismo, Toni funge da intermediario con il fratello Fabione, ma il fallimento delle trattative porta all’esecuzione del presidente della DC.
La caduta e il tradimento Il Sarto elimina chiunque sappia troppo: Balbo muore in un incidente truccato e Toni viene brutalmente mutilato alle mani per impedirgli di dipingere ancora. Mentre Fabione viene ucciso dalla polizia, Toni entra in possesso del testamento segreto di Moro. Disperato, decide di rapinare un deposito per fuggire con Donata, che aspetta un figlio da lui.
Il sacrificio finale Il finale è un cupo gioco di sostituzioni. Il Sarto corrompe Don Vittorio, che tradisce Toni rivelando il nascondiglio del testamento. Per salvarsi la vita e sfuggire al sicario Sansiro, Toni compie l’ultima, terribile “copia”: approfitta della somiglianza fisica con il fratello prete e lo lascia morire al suo posto. Toni e Donata lasciano Roma verso un futuro incerto, macchiato dal sangue di un fratricidio morale.


