Il cilindro è lo stesso, ma il cuore batte con un ritmo nuovo. Dopo le iconiche interpretazioni di Gene Wilder (1971) e Johnny Depp (2005), il grande schermo accoglie il terzo Willy Wonka della storia: Timothée Chalamet. Diretto da Paul King (già regista di Paddington), il film si distacca dalle versioni precedenti per offrirci un prequel luminoso e musicale, lontano dal cinismo a cui eravamo abituati.
La Trama: Un Giovane Inventore contro il Cartello del Cioccolato
Il film ci presenta un Willy Wonka giovane e squattrinato, il cui unico bagaglio è una valigia piena di sogni e il desiderio di onorare la memoria di sua madre. Al suo arrivo in città, però, si scontra con una realtà durissima: viene ingannato dalla perfida locandiera Mrs. Scrubbit (una magistrale Olivia Colman) e costretto a lavorare duramente nella sua lavanderia.
In questo luogo di prigionia incontra l’orfana Noodle, che diventerà la sua spalla fondamentale nella lotta contro il “Cartello del Cioccolato”, formato da tre spietati concorrenti pronti a tutto pur di mantenere il monopolio sui dolciumi.
Un Musical Puro che Esalta il Talento di Chalamet
Candidato ai Golden Globe per questo ruolo, Chalamet si rivela un attore completo: canta e balla brani inediti e grandi classici, portando in scena un Wonka fondamentalmente buono, un sognatore ostinato che “getta il cuore oltre l’ostacolo”.
Ad affiancarlo in questa fiaba colorata troviamo un cast d’eccezione:
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Hugh Grant: in una prova esilarante nei panni di un Umpa Lumpa decisamente sopra le righe.
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Rowan Atkinson: l’indimenticabile Mr. Bean, qui nel ruolo di un sacerdote.
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Olivia Colman: una “cattiva” grottesca e divertente.
L’Estetica e il Successo
Sebbene la critica evidenzi come il film avrebbe potuto beneficiare di un pizzico di cinismo in più, l’opera di King trionfa grazie a un’atmosfera magica e visivamente sbalorditiva. Merito delle scenografie di Nathan Crowley e dei costumi di Lindy Hemming, che trasformano ogni scena in un quadro vivente.


