Castellammare di Stabia – La Villa Comunale della città si è trasformata ieri in un luogo di memoria e sensibilizzazione, ospitando una manifestazione toccante contro la violenza sulle donne. Un messaggio forte e chiaro, amplificato da una scena simbolica: sedie vuote, occupate solo da nomi. Nomi di donne vittime di femminicidio, uccise da chi diceva di amarle. Mariti, compagni, fidanzati, figli, fratelli, padri: relazioni che si trasformano in tragedia, vite spezzate da mani che avrebbero dovuto proteggere, non distruggere.
Questa iniziativa si inserisce nel solco del lavoro costante del Centro Italiano Femminile di Castellammare, da anni impegnato a stimolare una riflessione profonda tra le donne e gli uomini stabiesi sulla drammatica piaga della violenza di genere. In occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, il Circolo Intercomunale della Legalità ospita in questi giorni il “Muro del Femminicidio”. Un memoriale potente, dove nomi, immagini e storie di migliaia di donne italiane brutalmente uccise trovano spazio, insieme a quelle dei figli spesso vittime collaterali di questa barbarie.
Il “Muro” è una denuncia visiva che racconta un genocidio moderno, contro il quale l’unica risposta possibile risiede nell’educazione e nella cultura. “Solo con le armi della Civiltà possiamo mettere fine a questa tragedia”, affermano gli organizzatori.
Il messaggio è chiaro: Occorre costruire un futuro dove la dignità, il rispetto e la voglia di vivere prevalgano su ogni forma di violenza. Un obiettivo che passa anche attraverso un cambiamento culturale profondo, come sottolinea lo slogan della manifestazione: “Cominciamo col diventare tutti FEMMINISTI”.
Anche il sindaco Luigi Vicinanza ha voluto condividere il suo pensiero sui social, ribadendo il valore di questa giornata:
🔴 La violenza non è amore.
🔴 La violenza non è forza.
🔴 La violenza è un crimine.
Il sindaco ha inoltre sottolineato l’impegno dell’amministrazione comunale a promuovere iniziative di sensibilizzazione, sostenere i centri antiviolenza e garantire che nessuna vittima rimanga mai sola. “Ogni donna ha il diritto di vivere libera dalla paura, rispettata e protetta. Per questo il nostro impegno deve essere costante: non solo oggi, ma ogni giorno, per costruire una cultura del rispetto, dell’ascolto e della parità”, ha concluso.
Un monito importante, che richiama tutti a un impegno quotidiano e collettivo. Solo così potremo realmente trasformare una giornata di memoria in un futuro di speranza e libertà.




