L’ex complesso dei Salesiani di Castellammare di Stabia, per anni punto di riferimento educativo e sociale sulla collina di Scanzano, è stato acquistato da una società di origine cinese con sede a Napoli, attiva nel settore dell’illuminazione e dei materiali elettrici. Un passaggio di mano che avviene nonostante petizioni, mobilitazioni popolari e una mozione consiliare, rimaste senza alcun riscontro istituzionale.
Il valore storico dell’area
Nato nel 1965 e successivamente gestito dalla Fondazione Ras, il complesso ha ospitato per decenni campi sportivi, attività formative, ritiri spirituali, incontri culturali e cerimonie. Per molti giovani della zona, spesso esposti alle criticità del quartiere circostante – territorio storicamente segnato dalla presenza del clan D’Alessandro – l’ex Salesiani ha rappresentato un luogo di protezione e crescita, nel solco dell’esperienza educativa di don Bosco, la cui prima casa nel Sud Italia sorse proprio a fine Ottocento.
La mobilitazione della città
La vendita arriva al termine di quattro aste andate deserte, che hanno portato a un drastico abbassamento del prezzo, inizialmente fissato a 3,5 milioni di euro e poi ridotto a una base minima di 2,6. Nel frattempo, migliaia di cittadini hanno firmato una petizione per scongiurare la privatizzazione di uno dei luoghi simbolo della città.
La mozione inascoltata
Nel marzo 2025 alcuni consiglieri comunali – in particolare il gruppo “Base Popolare-Democratici e Progressisti”, insieme ad altri firmatari – presentarono una mozione per chiedere al Comune l’acquisizione del complesso, proponendo di trasformarlo in una “Cittadella del Benessere”, un istituto alberghiero, spazi universitari o servizi sociali. L’obiettivo: evitare che un’area così strategica potesse finire in mano a “privati senza scrupoli o interessi ambigui”. Nonostante gli appelli, non è arrivata alcuna risposta né dal Comune né dalla Regione Campania.


