Intervista alla Prof.ssa Amalia Vanacore. II° parte: le pubblicazioni


Introduzione

Nella I° parte abbiamo dialogato con la Prof.ssa Vanacore intorno alla sua formazione e alla sua concezione di insegnamento. Ora è opportuno, invece, vedere l’aspetto di studiosa e di autrice di numerose grammatiche latine e greche: in questi lavori, infatti, si vedono i frutti della solida formazione liceale e universitaria, della quale si parlava ieri.

II°  parte: le pubblicazioni

Parliamo, a questo punto, di alcuni dei suoi numerosi testi. Nella prima parte dell’intervista, ha lasciato un ricordo del suo percorso universitario ed ha citato gli esami di Paleografia, sia latina che greca, nonché i suoi relatori di tesi Proff. Jole Mazzoleni e Catello Salvati, grande personalità stabiese e famoso archivista, che fu direttore anche dell’Archivio di Stato di Napoli. Ora, dunque, mi spiego l’articolo da lei scritto che uscì per il progetto Libero Ricercatore, ovvero Stabienses sive Castri Maris Episcopi (Vescovi stabiesi, ovvero di Castellammare), che mostra competenze paleografiche ed una certa propensione per i materiali antiquari locali.

Quella ricerca mi fu commissionata da Libero Ricercatore stesso, in particolare da Giuseppe Zingone. Di simile interesse sono anche i miei contributi Traduzione dal latino medievale di 29 appendici nel testo di Rosario Costantino La Chiesa del Salvatore di Pompei (’98) e Redazione dell’appendice XIII. Traduzione latina con commento nel testo I Cioffi di Vico Equense (’98).

Di carattere archivistico, invece, è la già citata Storia del Liceo Classico Plinio Seniore di Castellammare di Stabia (Plinio Seniore, 2019).

Quella fu una monografia d’occasione, nata per il centenario del Liceo. Su incarico della Preside Prof.ssa Santaniello, infatti, usai l’archivio del Liceo stesso, che versava in uno stato di disordine, per ricostruire la storia di un liceo glorioso, che tanto ha fatto per la cultura stabiese e che aveva rapporti strettissimi con la “Federico II”, come si evince dai circa 100 professori, le cui storie raccolsi. Parallelamente sistemai anche l’archivio, ora in perfetto ordine, e curai la veste grafica del volume, che fu edito dal Liceo stesso.

Per quanto riguarda, invece, le sue numerose grammatiche, che modello ha tenuto presente? Ricordiamo, a beneficio dei lettori, che ha pubblicato diverse grammatiche, tra le quali: He Attikè (Loffredo, 1994-1998), una grammatica greca in tre volumi curata insieme al filologo ed allievo di Francesco Sbordone, Angelo Raffaele Sodano; altre quattro grammatiche greche, ovvero He kalè Attikè (Loffredo, 2001) in 4 volumi, Oi Hèllenes in tre volumi (Loffredo, 2007-2010), Ta Hellenikà in tre volumi (Simone, 2019) e Oi Prógonoi in 3 volumi (Simone, 2023); sul fronte latino, invece, due grammatiche, ovvero Vox Maiorum in tre volumi (Bulgarini, 2016-2020) e Dialogare con i Latini in due volumi (Bulgarini, 2016-2019).

Le grammatiche hanno tutte un’impostazione tradizionale nella misura in cui (non c’è scampo) le regole grammaticali e linguistiche devono essere imparate a memoria: in questo senso il modello fu la mia grammatica latina di Vittorio Tantucci. Purtuttavia sono stata sempre attenta ai Programmi Ministeriali, oggi chiamati Indicazioni Nazionali, e, pertanto, mi sono aperta ai nuovi metodi didattici. Di essi ne risentono, ad esempio, gli esercizi, tra i quali, oltre alle classiche traduzioni, vi sono anche i “completa”, gli “assembla”, i “correggi gli errori”, i “test a crocette”, i “volgi”, gli “analizza il testo”, i “costruisci frasi”, le “ricerche interdisciplinari”, i “compiti di realtà” e così via, nonché gli approfondimenti sul lessico, sulla civiltà, sull’arte e sull’uso di Internet e dell’IA. Come dicevo prima, il professore deve saper anche dialogare con la novità.

Vorrei ricordare ai lettori anche tre altri interessanti suoi contributi, ovvero Originalità e modernità della poesia di Saffo (2000, in «Cultura e Territorio»), in cui lei cita, peraltro, uno dei Professori del “Plinio”, Melchiorre Ragone, che su Saffo lavorò e pubblicò, Presenza della cultura classica presso la corte aragonese (2012, in «I Quaderni di Atene e Roma») e Il cosmo, la natura e l’uomo nella “Naturalis Historia” di Plinio (2015, in «Scholia»). Infine ricordo anche il volume su Padre Baldassarre Califano nel centenario della nascita (1920-2020), dove peraltro sono inseriti anche i due discorsi del fisico Zichichi e di Rita Borsellino.

Sì, quel libro mi fu richiesto proprio dal Magistrato Antonino Elefante, tra i fondatori, nonché Presidente, della “Fondazione Baldassarre Califano”, il quale mi fornì documenti d’archivio per ricostruire la storia del Padre e della Fondazione. Personalmente, però, non conobbi Padre Califano, essendo lui designato all’epoca del mio percorso scolastico alle classi maschili, secondo la differenza di genere che si ebbe fino agli anni ’60.

Chiudiamo, allora, qui l’intervista. Ringrazio infinitamente la Professoressa, baluardo della memoria storica stabiese, per l’onore di averla intervistata, nonché tutti i lettori per l’interesse fin qui mostrato.

Vota qui — Miglior calciatore 2025

LEGGI ANCHE

Milano-Cortina 2026: Al via l’Olimpiade della bellezza italiana

Oggi, 6 febbraio 2026, il mondo intero volge lo sguardo verso l'Italia. Con l'accensione del braciere olimpico, iniziano ufficialmente i XXV Giochi Olimpici Invernali,...

Calciomercato Napoli, chi è il nuovo acquisto Milton Pereyra

Il Napoli continua a investire sui giovani e inserisce un altro prospetto di grande interesse nel proprio progetto tecnico: si tratta di Milton Pereyra,...

spot_img
Castellammare di Stabia (NA)
081 874 42 06 - 347 132 66 64
spot_img

ULTIME NOTIZIE

PUBBLICITA