Tre milioni di euro di investimento per rafforzare la cultura come leva strategica di sviluppo urbano. Il Comune di Napoli ha pubblicato gli avvisi “Cultura Napoli 2026” e “Cultura è partecipazione”, strumenti pensati per costruire un palinsesto annuale di iniziative nelle dieci Municipalità e avviare un dialogo strutturato con gli operatori del settore.
La visione del Comune
Da Palazzo San Giacomo spiegano che il percorso avviato dall’amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Manfredi segna un cambio di passo: qualità dell’offerta, diffusione capillare degli eventi, valorizzazione dei talenti locali e coinvolgimento attivo di chi anima il tessuto culturale cittadino.
Programmazione diffusa
Secondo il sindaco Manfredi, l’obiettivo è aprire la cultura a tutte le generazioni e a tutti i quartieri, riconoscendo il valore dell’intera filiera culturale per la crescita di una città complessa e stratificata. La scelta di investire in un cartellone annuale, tra iniziative consolidate e nuove proposte, rafforza la programmazione come strumento di partecipazione della comunità.
Due strumenti complementari
Il coordinatore delle politiche culturali del Comune, Sergio Locoratolo, sottolinea come “Cultura Napoli 2026”rappresenti un investimento senza precedenti per sostenere eventi diffusi in tutta la città, mentre “Cultura è partecipazione” apre la Casa della Cultura di Palazzo Cavalcanti a un confronto continuo con gli operatori. Un metodo basato su condivisione e progettazione costante, che – ricorda – trova riscontro anche nei dati del Sole 24 Ore, con Napoli in forte crescita negli indicatori culturali.
I progetti
L’avviso “Cultura Napoli 2026” è dedicato alla realizzazione di un cartellone annuale che abbraccia arte, musica, cinema, teatro, danza, letteratura, storia e filosofia, con l’obiettivo di distribuire le attività in modo equilibrato e coinvolgere soprattutto giovani e pubblici meno intercettati. “Cultura è partecipazione” punta invece a creare un confronto diretto e permanente con gli operatori dei settori artistici e scientifico-umanistici, attraverso mailing list, newsletter dedicate e incontri periodici alla Casa della Cultura, per una condivisione continua delle scelte.


