Il coccodrillo del Maschio Angioino, tra mito e realtà


13 Agosto 1487 Napoli – Le sale di palazzo sono state addobbate al meglio oggi; l’occasione lo esige, l’evento è dei migliori! Sua Maestà ha deciso di invitare la più potente nobiltà napoletana per  far sì che le nozze della nipote, la giovane Maria Piccolomini con il figlio del Conte di Sarno, resti un evento memorabile, tale da lasciare l’intera corte a bocca aperta.

Dunque, oggi. la cappella palatina del “Maschio Angioino” riecheggia del suo infinito splendore: i baroni accompagnati alle dame,arricchiscono la sala come gemme incastonate in una splendida cornice.

La musica allieta; gli ospiti, sereni, ballano e si compiacciono dell’accoglienza; per un giorno o, semplicemente per qualche ora, il rancore e l’astio sono stati messi a tacere.

Dinanzi a tanta garbatezza, chi mai potrebbe sospettare! Re Ferrante è riuscito nel suo intento. Tutti i nobili, tutti i baroni cospiratori, questa sera sono a castello; fulmineamente le porte della sala si chiudono ed il silenzio, quello della sorpresa che diventa sgomento e che a sua volta si trasforma in certezza, pervade la sala.

Sicuramente l’effetto sorpresa è stato vincente ed i “Baroni”, stravolti, sono immediatamente processati e condannati, proprio con le loro “vesti migliori”.

Troppo potenti, ormai, i Sanseverino, i Caracciolo, gli Acquaviva, i Piccolomini, i Celano sono stati fermati, poi processati in quella stessa sala, passata ormai alla storia come” Sala dei Baroni”.

E’ il 1266 quando Carlo I d’Angiò entra vincitore a Napoli. Ha combattuto contro gli Svevi ed ha vinto; vuole una nuova dimora che non sia quella dei suoi predecessori a Castel Capuano, e la fà costruire: un nuovo castello, sul mare che sia al tempo stesso baluardo e reggia; a dirigere i lavori il francese Pierre de Chaule.

Agli inizi del 1300, con Roberto “Il Saggio” diviene un vero e proprio polo culturale, residenza di filosofi, artisti e poeti: tra queste mura le voci di Petrarca e Boccaccio accompagnano il dolce“’affrescare” di Giotto.

Dal 1443 una importante ristrutturazione lo tramuta in vera e propria roccaforte;la pianta è trapezoidale, chiusa ai vertici da grandi torrioni di piperno eccetto uno in tufo napoletano.

L’Arco di Trionfo voluto da Alfonso d’Aragona, resta incastonato nella breccia aperta tra le mura del castello; lo stile è tardo gotico ,le allegorie sono tante, presenti anche le “Virtù” collocate all’interno di nicchie.

Ma, come ogni castello che si rispetti, anche “Castel Nuovo”, in origine detto “Castrum Novum”, conserva i suoi misteri.

La leggenda vuole che proprio sotto la Cappella Palatina, oltre la prigione in cui furono rinchiusi i “Baroni”, ve ne fosse un’altra, la “Fossa del Miglio”(deposito di grano aragonese) poi, “Fossa del Coccodrillo”; qui, i prigionieri più importanti, scomparivano misteriosamente – un coccodrillo, risalendo da una botola, si cibava dei corpi dei malcapitati non lasciando alcuna traccia – arrivato a Napoli al seguito di una nave egiziana, il silenzioso e discreto boia veniva utilizzato in casi di eccezionale importanza, trascinando al largo i resti dei malcapitati di cui non doveva restare neanche il ricordo.

 

Vota qui — Miglior calciatore 2025

LEGGI ANCHE

Calciomercato nuovo arrivo a casa Nocerina

Calciomercato a casa Nocerina la società annuncia un nuovo colpo in entrata. Il comunicato stampa ufficiale del club. La Nocerina 1910 comunica di aver acquisito...

Calciomercato la nuova maglia di Samuele Rosa

Calciomercato il Club Milano si porta a casa il Colpo Samuele Rosa Ufficiale l’arrivo di Samuele Rosa: rinforzo a centrocampo per il Club Il Club mette...

spot_img
Castellammare di Stabia (NA)
081 874 42 06 - 347 132 66 64
spot_img

ULTIME NOTIZIE

PUBBLICITA