Quali miracoli ha compiuto Bartolo Longo per diventare santo?


Pompei ha vissuto una giornata che entrerà nella storia: domenica 19 ottobre 2025, il Beato Bartolo Longo — l’Apostolo del Rosario e fondatore del Santuario della Beata Vergine del Rosario — è stato proclamato santo. La canonizzazione, fortemente voluta da Papa Francesco è stata celebrata in Piazza San Pietro, davanti a migliaia di fedeli provenienti da tutto il mondo.

Bartolo Longo, santo della carità

Molti si sono chiesti: “Quali miracoli ha compiuto Bartolo Longo per diventare santo?” La risposta è semplice e, al tempo stesso, straordinaria: non guarigioni miracolose, ma miracoli di amore e di fede.

Bartolo Longo, brillante giovane laureato in legge a Napoli, attraversò una profonda crisi spirituale prima di giungere a Valle di Pompei — allora una zona desolata. Fu lì che comprese che la fede poteva trasformare non solo le anime, ma anche i luoghi e le comunità.

La conversione di Bartolo Longo fu guidata da un incontro decisivo. Fu da quel momento che il Rosario divenne il suo strumento di redenzione e la chiave per una missione che avrebbe cambiato il volto di Pompei. La sua devozione, unita a una visione pratica e organizzativa straordinaria, portò alla nascita di una città della fede e della solidarietà

Le vere “opere prodigiose” di Bartolo Longo sono incise nella pietra e nel cuore delle persone: La fondazione del Santuario di Pompei, che trasformò una valle abbandonata in un faro di spiritualità; la conversione personale, esempio luminoso di come la grazia possa redimere anche chi si era allontanato dalla fede; le opere di carità, autentici miracoli sociali ante litteram come l’Istituto per i Figli dei Carcerati, per offrire un futuro ai bambini segnati dal destino dei genitori e la Casa delle Orfanelle, rifugio di affetto e istruzione per tante bambine abbandonate; la Supplica alla Madonna di Pompei, preghiera universale recitata ancora oggi in tutto il mondo.

Grazie a queste opere, Bartolo Longo riuscì a trasformare una terra arida in una comunità viva e solidale, anticipando una vera rivoluzione del bene.

Pompei

Procedura della canonizzazione equipollente

La canonizzazione di Bartolo Longo è avvenuta attraverso la procedura equipollente, detta anche “straordinaria”. Questo speciale riconoscimento, già utilizzato da Papa Francesco nel 2013 per San Giovanni XXIII, consente la proclamazione di un santo senza la necessità di un secondo miracolo fisico, ma in virtù della grandezza spirituale e del culto diffuso tra i fedeli. Bartolo Longo è dunque un santo dei nostri tempi: un uomo che ha compiuto i suoi miracoli sulla terra, con le mani, con il cuore e con la fede incrollabile in Maria.

Oggi Pompei non è solo una città di arte e fede, ma anche un simbolo di rinascita spirituale e sociale. Il messaggio di San Bartolo Longo continua a risuonare. Il suo è un invito semplice e potente, che continua a ispirare:

“Chi diffonde il Rosario è salvo!”

 

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