Siracusa si ferma, come ogni anno, il 13 dicembre. È il giorno di Santa Lucia, patrona della città, e la ricorrenza va ben oltre il calendario religioso: diventa un appuntamento che coinvolge l’intera comunità, trasformando le strade del centro storico in un fiume umano fatto di devozione, memoria e appartenenza.
Fin dalle prime ore del mattino, piazza Duomo si anima di fedeli e curiosi. La Cattedrale, costruita sulle antiche colonne del tempio di Atena, rappresenta il cuore simbolico della festa. Da qui prende avvio uno dei momenti più attesi: l’uscita del simulacro d’argento di Santa Lucia, alto e imponente, che avanza lentamente su un fercolo sorretto a spalla. Il suo peso diventa metafora di una devozione antica, vissuta come sacrificio e atto di fede.
La processione attraversa Ortigia e parte della città moderna, accompagnata da canti, preghiere e dal grido corale di “Sarausana jé!”, espressione identitaria che risuona lungo il percorso, nel tentativo di far arrivare fino a Venezia (dove riposa il corpo di Santa Lucia dal 1204) quella supplica di riportare Lucia nella sua città. È un richiamo che unisce passato e presente, capace di coinvolgere anziani e giovani, famiglie intere e tanti siracusani che, anche se lontani durante l’anno, tornano apposta per questa giornata.
Accanto al rito religioso, la festa mantiene vive tradizioni popolari profondamente radicate. Il 13 dicembre, secondo l’usanza, si rinuncia a pane e pasta per consumare la cuccìa, piatto a base di grano bollito, spesso arricchito con ricotta o miele. Un’abitudine che affonda le sue radici in un antico voto di ringraziamento e che oggi rappresenta un gesto di continuità culturale più che un semplice fatto gastronomico.
Siracusa, nel giorno di Santa Lucia, mostra il suo volto più autentico. Non quello turistico delle cartoline, ma quello di una città che riconosce nella propria storia un punto di forza e nella tradizione un collante sociale. La festa diventa così un racconto collettivo che si rinnova ogni anno, mantenendo vivo il legame tra la patrona e il suo popolo, tra la fede e l’identità di un’intera comunità.


