Vesuvio, 12 agosto 2025 – Dopo giorni di paura e devastazione, la situazione appare nettamente migliorata grazie a un intervento massiccio e coordinato tra cielo e terra. Tuttavia, i focolai ancora attivi vanno spenti, il territorio va monitorato e avviato alla bonifica per evitare nuove riaccensioni.
Fin dalle prime luci del giorno, le squadre di terra, i volontari della rete e le forze aeree sono tornati in azione. L’Esercito Italiano, con la Brigata Garibaldi, è impegnato nell’apertura di piste tagliafuoco: corridoi di sicurezza che impediscono l’avanzata delle fiamme e proteggono le aree ancora intatte.
Dal cielo, i Canadair della flotta nazionale e gli elicotteri della Regione Campania continuano i lanci di acqua ed estinguente sulle zone più critiche, con un ritmo incessante volando tra nubi di fumo e l’azzurro dei cieli che torna a farsi vedere.
Vesuvio in fiamme, le ipotesi al vaglio della task force investigativa
Sul fronte delle indagini, la task force investigativa speciale dei Carabinieri lavora senza sosta. Gli inquirenti, coordinati dalla Procura di Nola, stanno raccogliendo elementi utili per far luce sulle cause del disastro. Le ipotesi al vaglio restano due: l’atto doloso o un comportamento gravemente irresponsabile.
Il Vesuvio, ferito e annerito, è teatro di un doppio impegno: quello per domare gli ultimi fuochi e bonificare il territorio e quello per dare un nome e un volto a chi ha voluto che si scatenasse questo inferno.


