Napoli è una città che ha fatto dell’arte di arrangiarsi una vera e propria filosofia di vita. La capacità di adattarsi, di trovare soluzioni creative a qualsiasi difficoltà e di trasformare ogni ostacolo in un’opportunità è una caratteristica distintiva del popolo partenopeo. Non è solo spirito di sopravvivenza, ma una vera e propria attitudine alla vita, affinata nei secoli attraverso rivoluzioni, guerre e crisi economiche.
Un antico proverbio napoletano recita: “A llietto stritto, cuccate ‘mmiezo”, che tradotto significa “Se il letto è stretto, ci si stringe e si fa spazio a un altro”. Un detto che incarna perfettamente la mentalità partenopea, fatta di condivisione, solidarietà e ingegno. Questa capacità di adattamento si è manifestata soprattutto nei quartieri popolari, dove per secoli intere famiglie hanno vissuto insieme in spazi ristretti, condividendo stanze e letti, spesso nei caratteristici bassi, gli appartamenti situati al piano terra con affaccio diretto sulla strada.
Questa cultura della resilienza ha radici profonde nella storia della città. Durante le due guerre mondiali, Napoli fu duramente colpita, ma la sua gente non si perse d’animo: imparò a ricostruire, a reinventarsi, a trovare il modo di andare avanti con il sorriso e con la creatività che ancora oggi la contraddistingue.
L’arte di arrangiarsi non è solo una strategia di sopravvivenza, ma anche un tratto identitario che ha influenzato la musica, il teatro, la cucina e perfino il modo di relazionarsi con gli altri. È il simbolo di un popolo che non si arrende mai, capace di trasformare le difficoltà in occasioni di crescita e di vedere sempre il lato positivo della vita


