Alessandro Cecchi Paone all’Hotel Stabia: serata ricca di spunti e cultura


Bella serata a Castellammare di Stabia per la presentazione del libro di Alessandro Cecchi Paone.

Grande successo ha riscosso l’evento che ha visto protagonista Alessandro Cecchi Paone a Castellammare di Stabia per la presentazione del suo ultimo libro Raimondo di Sangro di Sansevero. Dialogo sull’immortalità, edito da De Nigris, anno 2024 (lo trovi su Amazon cliccando qui).

L’incontro, che è stato ospitato dall’Hotel Stabia, ha visto una nutrita partecipazione di pubblico, attratto dalla figura carismatica dello scrittore e dalla fascinosa storia del Principe di Sansevero. L’iniziativa è stata realizzata da Visitcastellammare pagina social di Michele Ruocco cofondatore, insieme a Mariano Russo e Raffaele Amendola, in collaborazione con l’associazione culturale Incontri di Valore, con Nicola Ruocco che ha moderato l’incontro.

Raimondo di Sangro di Sansevero. Dialogo sull’immortalità

Oltre due secoli e mezzo sono trascorsi dalla morte di Raimondo di Sangro, Principe di Sansevero, eppure la sua figura rimane sorprendentemente viva e presente. Un’eredità tenuta in vita dalla meticolosa cura che i suoi discendenti hanno dedicato alla Cappella Sansevero, un gioiello unico incastonato nel cuore pulsante della Napoli antica. Questo scrigno di simboli esoterici continua a parlare agli iniziati e a turbare il mistero negli occhi dei profani.

Il profondo e costante dialogo che lega da decenni Alessandro Cecchi Paone al Principe defunto permette oggi di evocarlo e quasi intervistarlo per i lettori curiosi. Attraverso le pagine, si disvela la possibilità di trascendere la mortalità fisica attraverso lo studio di antichi saperi. Saperi capaci di trasformare il freddo marmo in drappi di una morbidezza ingannevole che, anziché celare, svelano segreti. Tecniche in grado di plasmare reti che, paradossalmente, liberano l’anima piuttosto che intrappolarla nella materia. Raimondo di Sangro continua così a vivere, non solo nella pietra e nei simboli, ma anche nel dialogo incessante con chi ne indaga il mistero e ne perpetua la straordinaria eredità intellettuale e artistica.

Cosa avrebbe detto il Principe di Sansevero dei giorni nostri?

Un inedito ritratto di Raimondo di Sangro proiettato nel futuro è emerso durante la presentazione del libro. Alla domanda su cosa avrebbe pensato il poliedrico Principe di Sansevero della frenesia e della rapidità dei tempi moderni, Cecchi Paone ha offerto una risposta affascinante e ricca di spunti.

Secondo il noto divulgatore, Raimondo di Sangro, nonostante la sua epoca, si sarebbe trovato sorprendentemente a suo agio nella nostra era iperconnessa.

“Avrebbe assolutamente sfruttato i new media e i social network per diffondere la cultura”, ha affermato Cecchi Paone. “Ricordiamo che morì a soli 61 anni e si sentiva ancora all’inizio di moltissimi progetti. Un uomo con la sua sete di conoscenza e la sua capacità di innovazione avrebbe visto nei nuovi strumenti un’opportunità straordinaria per raggiungere un pubblico vastissimo e condividere il suo sapere.”

Tuttavia, Cecchi Paone ha anche sottolineato un aspetto cruciale che il Principe non avrebbe apprezzato del mondo contemporaneo: la superficialità. “Raimondo di Sangro era un personaggio di una precisione maniacale, un intellettuale rigoroso che parlava ben sette lingue fin dalla tenera età”, ha ricordato l’autore. “Non avrebbe tollerato la fretta e la mancanza di approfondimento che spesso caratterizzano la comunicazione odierna. Avrebbe utilizzato la velocità dei media digitali, sì, ma per veicolare contenuti di valore, con la stessa meticolosità e profondità che contraddistingueva ogni sua impresa.”

Il progetto Visitcastellammare e Stabiesi 100

Al termine della stimolante presentazione del libro di Alessandro Cecchi Paone, l’attenzione si è spostata sull’impegno di due realtà locali nel promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio di Castellammare di Stabia. I ragazzi di Visitcastellammare e i membri di Stabiesi 100% hanno illustrato il loro progetto, nato durante il difficile periodo della pandemia, con l’obiettivo di incentivare la visita della città sia per i turisti provenienti da fuori che per gli stessi cittadini stabiesi, spesso inconsapevoli delle ricchezze che li circondano.

Mariano Russo, portavoce delle due iniziative, ha spiegato come il progetto sia nato dalla passione per la propria terra e dalla volontà di superare i limiti imposti dall’emergenza sanitaria, trasformando un momento di difficoltà in un’opportunità per riscoprire e promuovere le bellezze di Castellammare. Attraverso diverse attività e iniziative, i due gruppi si impegnano a creare itinerari, condividere informazioni e organizzare eventi volti a far conoscere la storia, la cultura e le peculiarità del territorio stabiese.

Particolarmente sentito è stato l’appello lanciato da Mariano Russo riguardo al destino delle Antiche Terme. Con un tono appassionato, Russo ha sottolineato il rischio concreto che questo importante sito storico e culturale cada nell’oblio e venga dimenticato dalle nuove generazioni. Ha evidenziato il valore inestimabile delle Terme per la storia e l’identità di Castellammare, un luogo che ha rappresentato per secoli un polo di attrazione e benessere, e ha invocato una maggiore attenzione e un impegno concreto per la loro conservazione e valorizzazione.

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