L’Idea di Medioevo. Fra storia e senso comune è un agile volumetto di un centinaio di pagine circa, scritto da Giuseppe Sergi, Professore emerito dell’università di Torino, e ripubblicato, nel 2005, da Donzelli Editore in una seconda edizione riveduta ed ampliata.
Un esempio di storiografia percettiva
L’intento storiografico, precisamente di una storiografia percettiva, è ciò muove Sergi alla scrittura di questo libretto. Egli, infatti, analizza il modo in cui il Medioevo, con i suoi fatti e la sua cultura, è letto sia da studiosi sia dal pensiero popolare di epoca moderna e contemporanea. Al tempo stesso egli dà la genesi di ogni singola visione, svelandone gli aspetti ideologici e culturali retrostanti. Da questo punto di vista la percezione, per quanto questa possa semplificare, mistificare o avere una visione lontana da qualsiasi realtà storica, è una fonte storica di riflesso, in quanto, attraverso il modo di vedere un determinato aspetto, si possono cogliere il sentire, il gusto e la cultura dell’epoca che legge le realtà precedenti.
Le nuove linee degli studi
Lo studioso non si ferma, tuttavia, alle diverse percezioni del Medioevo: smentendole, infatti, egli fornisce le più recenti chiavi di lettura che la letteratura scientifica, frequentata da pochi e difficilmente diffusa nelle scuole, continuamente sviluppa, quali, ad esempio, il sistema curtense o le forme comunali del Meridione. Ne emerge un Medioevo dalla grandissima sperimentazione istituzionale, frutto essa stessa di quel processo di sincretismo che portò due culture, quella latino-cristiana e quella germano-pagana, a fondersi.
Una lettura scolastica?
La semplicità dello stile e degli argomenti, che non richiedono, peraltro, una particolare preparazione preliminare, può rendere questo agile volumetto adatto alla lettura da parte di studenti di un liceo triennale. Sarebbe una lettura assai auspicabile dal momento che permette di difendersi dai pregiudizi che questa società, ereditandoli dall’Illuminismo, ha nei confronti di quest’epoca “barbara”. Quante volte, infatti, per strada o sui social sentiamo dire: “Siamo tornati nel Medioevo!” o “È il Medioevo!”. Ebbene bisognerebbe riflettere maggiormente su questo periodo storico e sui pregiudizi che si hanno in modo più scientifico.


