“La forza della vita – Storia di una ripartenza”, libro che segna l’esordio narrativo della giornalista Maria Rosaria Vitiello, è un’opera intensa e toccante che nasce dall’esigenza di raccontare un’esperienza che ha segnato profondamente l’esistenza dell’autrice. Il libro offre uno sguardo intimo sulla storia personale dell’autrice, relativamente alle difficoltà e alle sfide che ha dovuto affrontare dopo un grave incidente stradale.
Arricchito dalle prefazioni del noto giornalista RAI Paolo Di Giannantonio e del motivatore e fondatore dei City Angels, Mario Furlan, il libro offre una riflessione più ampia sul valore della vita e sulla capacità umana di rialzarsi, oltre a rappresentare un inno alla resilienza e alla speranza.

“La forza della vita – Storia di una ripartenza” non è solo un libro. È molto di più! È un progetto che si concretizza nell’impegno della autrice nel sensibilizzare sulla sicurezza stradale e sulla capacità che ognuno di noi possiede nel riprendere in mano la propria vita. Non a caso il ricavato delle vendite del libro è devoluto all’associazione “Per le strade della vita”, impegnata nella sicurezza stradale e nel supporto alle vittime di incidenti.
Ho avuto il piacere di incontrare l’autrice per una conversazione intensa e appassionante, un vero e proprio viaggio attraverso la sua vicenda personale, parlando di resilienza, sogni, sfide e del potere terapeutico della scrittura.
- Nel libro parli del drammatico incidente che ha cambiato la tua vita. Quanto è stato doloroso scrivere questo libro? E come sei riuscita a trasformare quella tua dolorosa esperienza in un messaggio di speranza e rinascita?
Amo mettere in luce che nel mio “La forza della vita. Storia di una ripartenza” io non abbia voluto offrire una mera descrizione di accadimenti, sebbene siano delicati e abbiamo tracciato impetuosamente il mio successivo percorso esistenziale.
Il mio scritto non è solo la cronaca di una vicenda. Ho voluto lanciare un messaggio: quello di amare e di avere rispetto per la vita, che va preservata dalle avversità e ciò cercando di mettere in atto la resilienza e di ricostruire con ottimismo il proprio cammino.
Abbiamo ricevuto un dono preziosissimo: la nostra esistenza – e abbiamo il compito di tutelarlo. È stato terapeutico raccontarmi perché l’obiettivo che perseguo è quello di porre sotto i riflettori la sicurezza stradale. Se ne deve parlare di più, soprattutto ai giovani. Io mi impegno a farlo costantemente, coadiuvata dalle Forze dell’Ordine, nelle scuole, da anni.

- Quali sono state le risorse interiori e le persone che ti hanno aiutata a ritrovare la forza di andare avanti?
Non mi sono mai arresa. Mai! Anche nei momenti più bui, ho desiderato mettere in campo le mie energie per cercare di recuperare il più possibile ciò che il danno che avevo subito sulla strada (travolta da un’auto mentre attraversavo sulle strisce pedonali, rimasta in coma per un mese in ospedale e ricoverata in un centro di risveglio nei successivi due mesi) mi ha strappato.
La famiglia è stata il mio scudo protettivo, la mia ancora di salvezza. Nei mesi dopo il coma, durante il lungo ricovero nel centro di risveglio, mia madre e mia sorella si alternavano con mio marito per starmi vicino. È stata molto dura, ma con loro accanto mi sono sentita più forte. Mio marito è il mio angelo custode.
- Come giornalista, abituata a raccontare le vite degli altri, come hai vissuto l’esperienza di dover mettere nero su bianco la tua storia personale?
Da cronista, il mio impegno sociale nel campo della sicurezza stradale non nasce con la mia esperienza. Già prima, mi occupavo del tema e ne scrivevo articoli. Quando mi sono svegliata dal coma e ho capito di essere diventata protagonista di una drammatica vicenda, mi sono trovata ad affrontare le difficoltà del percorso di riabilitazione, che continuo tuttora, ma mi è stato chiaro di aver ricevuto il dono di una seconda possibilità.
Ho deciso di impegnarmi attraverso la mia testimonianza e poi di raccontare in un libro la mia storia, perché la vita può cambiare da un momento all’altro e cose che tendiamo a dare per scontate in realtà possono sparire all’improvviso. È importante trasmettere questo messaggio.
- Il libro è arricchito dalle prefazioni di Paolo Di Giannantonio e Mario Furlan. Come è nata questa collaborazione?
Paolo di Giannantonio e Mario Furlan sono due persone splendide. Con Paolo, ci siamo conosciuti dapprima virtualmente, perché è rimasto molto colpito dalla mia vicenda e mi ha scritto più volte per informarsi sul mio stato di salute e sui miei progressi. Abbiamo più volte pensato di fare qualcosa insieme nel giornalismo, ma il Covid ci ha ostacolato. Quando gli ho chiesto di scrivere la prefazione del mio libro, è stato entusiasta. Sente questo tema molto scottante ed è sensibile a quanto accade per strada. Il nostro rapporto di amicizia si è fortificato negli anni.
Con Mario Furlan ho avuto un primo approccio da giornalista, de visu. L’ho conosciuto e apprezzato a un incontro formativo (lui è un motivatore) e l’ho subito voluto intervistare. Ha una sensibilità molto profonda e sente l’esigenza di aiutare gli altri. Da qui, la sua esperienza con i City Angels, la sua creazione: un’associazione di volontariato che si occupa di supporto alle persone in difficoltà e di prevenzione della criminalità. Il ritratto che Mario fa di me nella prefazione suggerisce quanto mi conosca nel profondo.
Maria Rosaria Vitiello: “Il mio è un inno alla vita, un appello a non arrendersi davanti alle difficoltà”
- Cosa speri che i lettori traggano dalla lettura del tuo libro? Quale messaggio desideri lasciare a chi, come te, si ritrova ad affrontare una fase di ricostruzione personale?
Il mio è un inno alla vita, un appello a non arrendersi davanti alle difficoltà, a cercare di riprendere fiato e ricominciare, donando tutto il meglio che si ha dentro se stessi, impegnandosi con ogni forza in attività sociali, di sostegno alla comunità. La mia esperienza mi ha aperto gli occhi sulle più inaspettate insidie che si possano presentare sul percorso esistenziale di ciascuno. Nonostante ciò, resto più che mai convinta della bellezza della vita e della sua preziosità.
Il messaggio del mio libro è fortemente motivazionale, è un invito a ricostruire, a credere nel futuro e ad aprire nuove porte. È la testimonianza di chi ha trascorso anni a raccontare fatti, storie, accadimenti, per lavoro e per passione, e poi si è vista lei stessa al centro di una vicenda da togliere il fiato. La nostra vita è preziosa!

- C’è una frase o un momento del libro a cui ti senti particolarmente legata?
Senza alcun dubbio, il passaggio a me più caro è quello in cui ho raccontato di essermi detta che il senso civico che si possa dare a questa esistenza ritrovata e il gesto d’amore per rendere grazie del dono ricevuto per la seconda volta, dovesse essere quello di portare un messaggio di attaccamento alla vita e dell’importanza del rispetto e dell’attenzione sulla strada, per tutelarsi e tutelare, apprezzando la ricchezza di ciò che si ha.
“Il mio viaggio verso l’ignoto”, scrivo, “si è interrotto a metà. Ora, posso umilmente sentirmi voce anche di chi voce non ha più, perché, dalla strada, la sua anima è salita in cielo”.
- Hai scelto di devolvere i proventi del libro all’associazione “Per le strade della vita”. Dove è possibile acquistare il tuo libro?
Ho deciso fin da subito che il ricavato della commercializzazione del libro venisse devoluto all’associazione di promozione sociale sulla sicurezza stradale “Per le strade della vita” per poter realizzare progetti e attività sociali finalizzati ad alimentare nelle persone di ogni età la cultura della sicurezza stradale. Ci meritiamo di conquistare una mobilità più responsabile e consapevole.
Il libro “La forza della vita – Storia di una ripartenza” è in vendita online, su Amazon, Mondadori.it, Feltrinelli.it e nelle librerie.
- Prossimi progetti?
Sono molto impegnata con i miei corsi di formazione continua per studenti di scuole secondarie di secondo grado, che porto avanti insieme alle Forze dell’Ordine (Polizia Stradale, Carabinieri, Polizia Municipale) e ci stiamo avviando verso la sottoscrizione del protocollo d’intesa sulla sicurezza stradale rivolto ai Comuni della provincia di Salerno dall’amministrazione comunale di Castellabate, che ne è la promotrice.
La mia associazione ha lavorato in sinergia con Castellabate al progetto. È un altro passo importante che ho avuto il privilegio di compiere. Siamo in attesa della discussione in Consiglio Regionale di una proposta di legge sulla sicurezza stradale, a firma del Consigliere Tommaso Pellegrino. Se venisse votata, assicurerebbe alla Campania l’Istituzione di un Osservatorio Regionale dedicato. Un notevole passo in avanti per chi, cone me, si batte strenuamente per la prevenzione e per alimentare la sensibilizzazione della comunità sui temi legati alla sicurezza stradale.



