Ci sono libri che non nascono per insegnarti a fare una pizza, ma per farti capire perché oggi non basta più saperla fare bene. Pizza (Re)connection nasce da questa urgenza: guardare alla pizza non solo come prodotto gastronomico, ma come linguaggio contemporaneo, progetto imprenditoriale e specchio del tempo in cui viviamo.
Il libro di Giusy Ferraina, edito da Dario Flaccovio Editore, (puoi acquistarlo cliccando qui su Amazon) è stato presentato con Laura Gambacorta da moderatrice ad Arzano (NA) durante un incontro ospitato da Pizzeria Ciro Savarese. Un luogo simbolico, dove tradizione e contemporaneità dialogano ogni giorno, diventato per una sera spazio di riflessione e confronto sul presente – e soprattutto sul futuro – del mondo pizza.
Durante l’incontro l’autrice ha raccontato la genesi del libro, nata dall’osservazione diretta del settore, dal dialogo continuo con pizzaioli, imprenditori e comunicatori del food, e da un punto di vista privilegiato sulle trasformazioni in atto.
«Oggi il pizzaiolo non può più limitarsi al gesto tecnico», ha spiegato Ferraina, «ma deve imparare a progettare, a comunicare, a costruire un’identità riconoscibile. Senza visione, anche la pizza migliore rischia di restare invisibile».
Al centro del racconto c’è infatti una figura che cambia: il pizzaiolo, sempre meno solo artigiano e sempre più imprenditore, narratore, interprete del proprio tempo. Pizza (Re)connection attraversa temi come tendenze, nuovi format, branding, storytelling e tecnologie, invitando ad abbandonare il rassicurante copia e incolla dei modelli vincenti per tornare a pensare la pizzeria come progetto unico e consapevole.
Perché la pizza resta un gesto antico, profondamente identitario.
Ma oggi, più che mai, ha bisogno di essere riconnessa al mondo che la circonda.



