Da giovedì 23 fino alle 18 di domenica 26 ottobre gli iscritti al Movimento 5 Stelle sono chiamati ad esprimersi con un voto online sulla conferma di Giuseppe Conte alla presidenza della loro formazione politica.
Giuseppe Conte è l’unico candidato, ma una nota firmata dalla vicepresidente vicaria Paola Taverna e dal presidente del Comitato di garanzia, attualmente candidato in Campania, Roberto Fico, tiene a sottolineare come sia stata data la possibilità a ciascun iscritto, in possesso dei requisiti previsti dallo Statuto e di quelli ulteriori indicati in apposito regolamento approvato dal Comitato di Garanzia, di presentare la propria autocandidatura alla guida del Movimento.
La nota specifica come siano pervenute 76 proposte di autocandidatura, delle quali 21 sono state ammesse alla fase successiva per la raccolta delle sottoscrizioni, ma solamente un aspirante candidato ha raggiunto il numero di firme necessarie per passare alla fase finale della votazione: l’attuale presidente Giuseppe Conte.
Le dimissioni di Chiara Appendino
Intanto l’ex sindaca di Torino Chiara Appendino si dimette dal suo ruolo di vicepresidente del Movimento e dichiara di non essere soddisfatta degli ultimi risultati elettorali alle regionali in Toscana, perché una percentuale inferiore al 5% non può consentire di avere un peso reale all’interno di una coalizione.
Secondo Appendino bisogna tornare a ragionare sul Movimento, per ritrovare una specifica identità e non adagiarsi su quella della coalizione di centrosinistra.
Insomma, Appendino decide di abbandonare una vicepresidenza che comunque era già in discussione, per la scadenza attuale della presidenza del Movimento.
Una volta ottenuta la scontatissima riconferma, Giuseppe Conte sarà chiamato a scegliere la nuova squadra dei vicepresidenti e, in considerazione delle distanze politiche emerse negli ultimi mesi, l’ex premier non avrebbe certamente confermato Chiara Appendino.
In ogni caso, le dimissioni certificano il distacco della deputata dalla leadership di Conte, ma non l’addio al Movimento. Le sue dimissioni potrebbero essere, però, il segnale di una maggiore opposizione interna alla stessa formazione politica, che metterebbe in discussione l’alleanza con il Partito Democratico.
Grillo riattiva il vecchio Movimento
Del resto, questa alleanza sarà messa alla prova alle prossime regionali in Puglia, Veneto e soprattutto in Campania, con la candidatura dell’ex presidente della Camera Roberto Fico.
Lo scontro politico dell’avvocato di Volturara Appula, ex premier e presidente attuale e in via di conferma del Movimento 5 Stelle, si disputa al momento non tanto con Appendino quanto soprattutto con il fondatore ed ex garante Beppe Grillo, tornato sul web con il vecchio simbolo del Movimento.
Grillo torna a far preoccupare i vertici del Movimento 5 Stelle semplicemente riattivando il primo indirizzo internet legato ai pentastellati — www.movimento5stelle.it — rimasto dormiente dall’inizio dell’era contiana.
Questa mossa del comico, oltre a rappresentare la riappropriazione digitale del Movimento, potrebbe essere anche il preludio di un nuovo, forte scontro frontale con Giuseppe Conte, in particolare sulla battaglia legale per l’uso del simbolo.
Insomma, sembra che stia per tornare la sfida tra il fondatore e l’attuale leader, soprannominato da molti grillini “l’affondatore”. Si ricomincia da dove la questione si era fermata quasi un anno fa, quando Conte fece fuori “l’Elevato”, facendo piazza pulita intorno a lui e trasformando il principio fondante dell’“uno vale uno” in una leadership accentrata su di sé.
Crisi di consenso e rischio scissione
Alle regionali, però, l’operazione pare aver subito una brutta frenata, con l’M5S precipitato intorno a un deludente 5%, percentuale che anche Chiara Appendino ha indicato chiaramente come irrilevante all’interno della coalizione di centrosinistra.
Per tanti pentastellati questa crisi di consensi è dovuta soprattutto al “virus della febbre da Partito Democratico”. C’è un profondo malcontento nella vecchia guardia, ma anche nella base del Movimento, perché Conte si è legato al cosiddetto “campo largo”.
In realtà Conte coltiva ambizioni da leader, facendo capire chiaramente di voler concorrere alle primarie per la scelta del candidato premier del centrosinistra, pensando anche di avere sostanziose possibilità.
In questo senso, la semplice riattivazione del sito da parte di Grillo sembra aver riacceso le speranze nella base storica, delusa per l’appiattimento politico del Movimento sul Partito Democratico.
Beppe Grillo ha intenzione di riprendersi il Movimento, per non lasciare a Conte — considerato un traditore — il frutto del suo lavoro. Quello che una volta era definito “L’Elevato”, se riuscisse a riprendersi il Movimento, potrebbe metterlo a disposizione dei vecchi grillini per riattivare l’identità e la strategia delle origini.
Grillo sostiene che il simbolo gli sia stato rubato, ma la spesa e l’esito incerto di una causa legale sembravano in una prima fase averlo frenato. Tuttavia, i recenti deludenti risultati elettorali delle regionali potrebbero aver cambiato lo scenario.
Le stesse dimissioni da vicepresidente di Chiara Appendino, marginalizzata per aver criticato il corso del Movimento troppo succube al PD, potrebbero fare gioco al fondatore Beppe Grillo.
Alcuni esponenti del Movimento ipotizzano una scissione, anche perché una potenziale squadra per un “Movimento 5 Stelle 2.0” sarebbe già pronta. Spiccano in questa ipotetica nuova formazione politica personalità importanti come l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi e l’ex ministro Danilo Toninelli.
L’importanza del voto in Campania
In questa situazione conflittuale assume ancora più importanza l’appuntamento elettorale delle regionali in Campania il 23 e 24 novembre prossimi.
Il candidato alla presidenza della giunta regionale, Roberto Fico, deve assolutamente trascinare il Movimento a superare una percentuale a doppia cifra, perché nel 2018 i grillini seppero raggiungere addirittura un poderoso 41%.
Se invece il risultato elettorale dovesse essere deludente come nelle Marche, in Calabria e in Toscana, potrebbe effettivamente partire una nuova fase con il ritorno del fondatore ed ex garante Beppe Grillo.
A quel punto potrebbe essere addirittura smantellata l’intesa tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein del “campo largo”, con una scomposizione che potrebbe dar vita a una nuova corsa solitaria per le politiche.


