Bernie Sanders è un rappresentante importante del Partito Democratico americano, sempre protagonista nelle primarie presidenziali, che non ha mai smesso di autodefinirsi “socialista democratico”. Le sue posizioni politiche si concentrano su temi come la riduzione della disuguaglianza economica, la lotta alla povertà, la sanità universale, la lotta al cambiamento climatico. Le sue proposte più recenti, in riferimento all’introduzione dell’intelligenza artificiale, riguardano la riduzione della settimana lavorativa.
Sanders da anni critica il declino della sinistra statunitense e denuncia l’influenza di quella che definisce “una manciata di miliardari” sulla politica, che starebbero realizzando una società sempre più autoritaria.
Il nuovo volto del socialismo: Zohran Mamdani
A New York c’è un altro politico socialista, più giovane di oltre mezzo secolo rispetto a Sanders: Zohran Mamdani. Ha praticamente vinto le primarie del Partito Democratico per scegliere il candidato a sindaco di New York in vista delle prossime elezioni programmate a novembre.
L’ex governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, dato per grande favorito anche per l’appoggio politico della famiglia Clinton e di finanziatori miliardari come Bloomberg, ha riconosciuto la sconfitta.
Chi è Zohran Mamdani
Mamdani, che tanti chiamano semplicemente Zohran, è un deputato dello Stato di New York di appena trentatré anni. È musulmano, si definisce socialista e ha ottenuto la cittadinanza statunitense solamente nel 2018. Nato in Uganda da genitori di origini indiane, oltre a essere musulmano e socialista, è anche pro-LGBTQ e favorevole ai diritti dei palestinesi.
È molto critico verso il premier israeliano Netanyahu, oltre a essere un forte oppositore dell’attuale governo degli Stati Uniti. Con il suo profilo, se fosse per Trump, da immigrato di nuova generazione non potrebbe nemmeno essere negli Stati Uniti, figuriamoci diventare primo cittadino di una metropoli simbolo come New York.
La vittoria contro Cuomo
Eppure, Mamdani è riuscito a battere Cuomo e gli altri nove avversari delle primarie, con un profilo di estrema sinistra: autobus gratuiti, affitti congelati, aumento delle tasse per i ricchi, assistenza all’infanzia gratuita. Ha anche usato apertamente il termine “genocidio” per Gaza.
La sua vittoria è arrivata grazie alle piccole donazioni della base, in contrasto con le cifre stratosferiche dei Super PAC che finanziavano Cuomo, costretto alle dimissioni in passato per accuse di molestie sessuali.
Il meccanismo delle primarie
Il sistema delle primarie americano consente agli elettori di esprimere una prima, seconda e successive preferenze. Se nessun candidato raggiunge il 50% delle prime preferenze, si contano le successive. Con oltre il 93% delle schede scrutinate, Mamdani ha ottenuto il 44% delle prime preferenze, contro il 36,3% di Cuomo. Le ulteriori preferenze non potranno comunque cambiare l’esito.
Verso le elezioni comunali
Considerando che New York è da decenni un feudo del Partito Democratico, chi vince le primarie è quasi sempre eletto sindaco. Tuttavia, la storia recente ha visto anche sindaci moderati o indipendenti, come Michael Bloomberg, ora finanziatore di Cuomo.
Mamdani resta il favorito, ma non ha la vittoria assicurata. Il sindaco uscente Eric Adams, eletto come democratico ma poi uscito dal partito dopo vari scandali, potrebbe ricandidarsi come indipendente. Lo stesso Cuomo non esclude di farlo, affermando di voler trovare il modo migliore per aiutare New York e il Partito Democratico.
Il sostegno della sinistra
Mamdani è iscritto sia al Partito Socialista Democratico sia al Partito Democratico. Ha ricevuto il sostegno del senatore del Vermont Bernie Sanders e della deputata Alexandria Ocasio-Cortez, anche lei eletta a New York. La sua campagna elettorale è stata molto attiva sui social media, piena di idee e iniziative locali, puntando a coinvolgere anche gli astenuti. Il dato dell’affluenza è infatti cresciuto rispetto alle scorse primarie.
Il voto e i dati demografici
I sondaggi pre-elettorali davano Cuomo in vantaggio tra afroamericani e quartieri popolari, mentre Mamdani era più forte tra bianchi e laureati. Tuttavia, l’aumento dell’affluenza ha rimescolato le carte. Cuomo ha pagato il prezzo della sua uscita da governatore, legata a gravi accuse di molestie sessuali, che hanno pesato più della sua lunga esperienza di governo.
Le proposte di Mamdani
Mamdani, pur non avendo un grande curriculum amministrativo, ha avuto successo grazie alla sua novità e radicalità. Tra le sue promesse: trasporti pubblici gratuiti, assistenza medica gratuita per i bambini, blocco degli affitti per quattro anni, costruzione di oltre 200.000 alloggi a prezzo calmierato e apertura di supermercati pubblici con beni a prezzi bassi.
Una strategia d’immagine più moderata
Per attrarre un elettorato più ampio, Mamdani ha in parte modificato la sua immagine, indossando più spesso giacca e cravatta e cambiando alcune posizioni, come quella sul taglio ai fondi della polizia. Ora propone di mantenere i fondi per le forze dell’ordine, ma aumentare quelli per salute mentale, senzatetto e servizi sociali, così da permettere alla polizia di concentrarsi solo sui reati gravi.
La questione israelo-palestinese e la politica estera
Mamdani vuole anche modificare alcune norme sulla legalizzazione della marijuana e sostenere i diritti LGBTQ+. Nonostante le critiche verso Netanyahu e la guerra a Gaza, si è detto rispettoso della popolazione ebraica di New York. Ha preferito quindi concentrarsi su temi locali come l’inflazione, le tasse e i servizi, evitando lo scontro sulla politica estera.
Una nuova sinistra, tra continuità e rottura
Questa scelta pragmatica ricorda l’approccio di molti repubblicani, ma le differenze tra le visioni politiche restano nette, così come le divisioni interne ai due principali partiti americani. Mamdani rappresenta un nuovo capitolo per la sinistra americana, che oggi torna a parlare da New York.


