Roberto Vannacci è nato a La Spezia il 20 ottobre 1968, ha finito la carriera nell’esercito e sta realizzando quella in politica. Lo spartiacque tra le due carriere c’è stato nell’agosto del 2023, dopo la pubblicazione del suo libro Il mondo al contrario, quando Vannacci ha ricevuto la prima proposta di unirsi al partito neofascista Forza Nuova da parte del suo leader Roberto Fiore per candidarsi alle elezioni politiche in un collegio suppletivo. Il generale, come si fa spesso nel famoso gioco dei pacchi condotto da Stefano De Martino, ha ringraziato il professore e declinato l’offerta. Poi però ha accettato quella della Lega per le elezioni europee del 2024, ma come indipendente in tutte le circoscrizioni italiane, addirittura in quelle dell’Italia centrale e meridionale come capolista, su indicazione del segretario Matteo Salvini.
L’exploit elettorale
Vannacci è riuscito a totalizzare più di mezzo milione di voti, 555.980 per la precisione: tantissimi, ma inferiori ai 700.000 auspicati in campagna elettorale. Comunque è stato eletto europarlamentare, diventando il candidato con il maggior numero di preferenze dopo Giorgia Meloni. Viene nominato vicepresidente del gruppo parlamentare europeo Patrioti per l’Europa, ma resta in carica pochi giorni, a causa delle sue posizioni su diversi temi riguardanti diritti civili e sociali espresse in varie dichiarazioni e nel suo libro Il mondo al contrario, considerate problematiche da esponenti dello stesso gruppo parlamentare.
Le rotture e i nuovi scenari
Ad agosto 2024 Vannacci rifiuta una seconda proposta di Forza Nuova di candidatura, questa volta alla presidenza della Regione Liguria per le elezioni regionali. Poi, in concomitanza con la trasformazione del suo comitato Il mondo al contrario da associazione a movimento politico, agli inizi del 2025 cessa il servizio nell’esercito, entrando in riserva dopo aver partecipato ufficialmente al congresso federale della Lega, ottenendo prima la tessera di partito e poi, il 15 maggio, la nomina dal leader Salvini a vicesegretario federale.
Da pochi giorni Roberto Vannacci ha deciso di abbandonare la Lega, rischiando pure di creare ripercussioni sugli equilibri della maggioranza del governo Meloni. Vannacci ha creato una nuova formazione politica, con simbolo registrato nei giorni precedenti e la denominazione Futuro Nazionale, sulla quale stava ragionando almeno da ottobre.
Le posizioni politiche
Le sue posizioni politiche sono estreme, soprattutto sulla sicurezza e sul contrasto all’immigrazione; contesta anche in modo radicale il sostegno all’Ucraina, arrivando persino a difendere le ragioni della Russia, con una critica molto aspra alle decisioni prese dall’Unione Europea.
Per quanto riguarda l’immigrazione, Vannacci punta molto sul concetto – molto contestato e controverso – di “remigrazione”, basato sull’idea simil-trumpiana di espellere con la forza da un Paese tutte le persone straniere e, se necessario, perfino quelle regolarmente residenti.
Il concetto di “Vitale”
Vannacci sta spiegando in questi giorni come il suo nuovo partito sia di destra, intesa però nel senso di definizione: vera, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura e contagiosa. A suo giudizio, l’Italia è una polveriera ormai pronta a deflagrare perché è diventato un Paese dall’orgoglio umiliato.
La sua novità comunicativa riguarda la parola VITALE, che Vannacci utilizza per declinare i valori di Futuro Nazionale, una forza politica innamorata della vita e protesa verso il futuro. Il generale scrive sui suoi social: “La vita non deve essere quella di chi tira a campare, bensì quella che merita di essere vissuta e per la quale vale persino morire, pur di garantire alla nostra progenie un futuro migliore”.
L’aggettivo VITALE diventa un acronimo composto da Virtù, Identità, Tradizioni, Amore, Libertà ed Eccellenza.
I valori del nuovo movimento
La lettera V indica le Virtù: non un concetto astratto, bensì un elenco di qualità imprescindibili – “Coraggio, forza, dovere, spirito di sacrificio, iniziativa, determinazione, passione, memoria”.
Segue la I di Identità, dove viene stabilita una gerarchia tra la Nazione e l’apparato burocratico: “Viene prima l’Italia poi lo Stato e le istituzioni, che devono esserne al servizio”.
La T di Tradizioni critica la globalizzazione culturale e i flussi migratori: “Non vogliamo un mondo di sradicati”, si legge nel manifesto, definendo l’immigrazione di massa come un fenomeno che “anche quando non criminale, sgretola la compattezza di una civiltà”.
La A di Amore è declinata solo entro i confini biologici e la famiglia tradizionale, descritta come “amore per il sangue del mio sangue”, unica struttura “conforme alla natura”.
La L di Libertà sancisce il diritto assoluto alla proprietà e all’autodifesa: “Se violi la mia casa o mi aggredisci per la strada rischi la vita, perché la difesa è sempre legittima”.
Infine, la E di Eccellenza ed Entusiasmo: critica un’Italia che “si accontenta del minimo” e “monetizza la cittadinanza”, affermando che confondere uguaglianza e mediocrità significa condannarsi al declino.
La reazione di Salvini
Il segretario della Lega Matteo Salvini è rimasto molto deluso dalla scelta di Vannacci e ha scritto: “Cito il titolo di un libro di una grande italiana scomparsa, ahimè, nelle ultime ore, la professoressa Parsi: ‘Ingrati’ ”. Salvini si è detto dispiaciuto per il grande sostegno dato al generale: “Ho fatto io campagna per lui… Siamo noi che abbiamo aperto le porte, accolto in casa… L’abbiamo candidato in tutti i collegi… L’abbiamo portato in tutte le nostre comunità”.
Il leader del Carroccio non si dichiara preoccupato per eventuali effetti elettorali, ma amareggiato per il tradimento.
Il comportamento dei sostenitori
Per capire se nella Lega ci sia stata una scissione e le sue dimensioni, bisogna valutare le mosse dei sostenitori del generale. Subito schierato Massimiliano Simoni, unico eletto della Lega nel consiglio regionale della Toscana, che garantisce a Futuro Nazionale la prima rappresentanza istituzionale.
Nel Parlamento, il deputato Emanuele Pozzolo potrebbe essere il primo ad aderire, avendo definito Vannacci “il de Gaulle italiano”.
Dovrebbero lasciare la Lega anche i deputati Edoardo Ziello e Rossano Sasso, mentre appare più cauto Domenico Furgiuele. Altri sostenitori in varie regioni stanno riflettendo, come Cosimo Oteri a Messina e Gennaro Fuoco a Cagliari.
In Piemonte arriva l’adesione significativa dell’ex eurodeputato Mario Borghezio, mentre dalla Lombardia si muove Roberto Jonghi Lavarini, vicino all’estrema destra, che parla di un possibile lavoro comune con Gianni Alemanno.
In Veneto è attesa l’adesione di Stefano Valdegamberi e Joe Formaggio; possibile alleanza anche con il giornalista Mario Adinolfi. Il sindaco di Pennabilli, Mauro Giannini, si è già schierato con il generale, definendo il loro rapporto “di amicizia e cameratismo”.
Le strutture e i circoli
Diverse adesioni arrivano dai circoli dell’associazione Il Mondo al Contrario, presieduta da Guido Giacometti, considerata un supporto importante per Futuro Nazionale. Vi rientrano anche il centro studi Rinascimento nazionale e le sedi fisiche tra Lombardia e Piemonte, sostenute dall’imprenditore Luca Sforzini.
Le ultime dichiarazioni di Vannacci
Vannacci ha spiegato di aver lasciato la Lega perché la considera un contenitore che tradisce la sua identità di destra e perché la carica di vicesegretario non gli permetteva di incidere. Esclude però qualsiasi dimissione da europarlamentare: “Il mandato è in capo all’eletto, non al partito”.
Contesta inoltre la metafora del “taxi”: “Evidentemente il taxi ha cambiato direzione… procedo a piedi con zaino, bussola e cartina”.
Resta da capire se il successo di Modena possa essere il primo di una lunga serie di bagni di folla per il suo Futuro Nazionale.


